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Il presidente americano Donald Trump e il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov alla Casa Bianca.

Keystone/EPA Russian Foreign Ministry/RUSSIAN FOREIGN MINISTRY HANDOUT

(sda-ats)

Il presidente americano Donald Trump ha ricevuto oggi il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov. Si tratta del primo contatto con un alto dirigente del Cremlino dal suo insediamento alla Casa Bianca, destinato a rilanciare le relazioni con Mosca.

L'incontro è avvenuto nel pieno della bufera per il siluramento del capo dell'FBI James Comey, che stava indagando sul Russia-gate."È stato licenziato? Mi state prendendo in giro?", si è permesso di scherzare sarcasticamente Lavrov con i cronisti che, prima di un faccia a faccia di due ore con il segretario di Stato Rex Tillerson, gli chiedevano se la rimozione di Comey non gettasse un'ombra sul loro incontro.

Poi anche il capo della diplomazia russa si è sintonizzato sulla linea del Cremlino: il licenziamento del capo dell'FBI è un "fatto interno" con cui Mosca non ha nulla a che fare e che non deve condizionare i rapporti bilaterali.

Auspicio accolto da Trump, che secondo la Casa Bianca ha definito "molto, molto buono" l'incontro di 40 minuti con Lavrov, manifestando il suo "desiderio di costruire una migliore relazione tra Usa e Russia". Versione confermata dal ministro degli Esteri di Mosca in una lunga conferenza stampa in russo nella sua ambasciata, cui si è contrapposto il silenzio di Trump e di Tillerson: "Il presidente ha confermato il suo interesse a costruire relazioni reciprocamente proficue e pragmatiche. Con lui il dialogo è libero dall'ideologia che ha ostacolato i legami con l'amministrazione Obama".

La Casa Bianca ha fatto filtrare solo una nota generica e stringata, che riassume l'incontro in tre punti, dopo essersi fatta anticipare dal governo russo nella diffusione delle immagini nello Studio Ovale.

Sulla Siria Trump ha sottolineato la necessità di lavorare insieme per mettere fine al conflitto ma anche "l'esigenza per la Russia di tenere sotto controllo il regime di Assad, l'Iran e chi agisce per suo conto". Sull'Ucraina il tycoon ha rinnovato l'impegno della sua amministrazione per risolvere il conflitto ma ha richiamato la Russia alla sua responsabilità di attuare pienamente gli accordi di Minsk. Infine il presidente ha evocato la possibilità di una "più ampia cooperazione" con Mosca per risolvere i conflitti in Medio Oriente e altrove.

È stato Lavrov a fornire maggiori dettagli. Innanzitutto sostenendo che non si è discusso di sanzioni ma neppure delle interferenze nelle elezioni americane attribuite dall'intelligence Usa ai russi. Quanto alla Siria, che pare sia stato il dossier principale, il ministro degli Esteri russo ha rivelato che sono stati discussi meccanismi di cooperazione per coinvolgere gli Usa nella creazione delle zone cuscinetto previste da un accordo Russia-Turchia-Iran.

"Nonostante le difficoltà, Russia e Usa devono risolvere insieme i problemi internazionali", ha dichiarato Lavrov, confermando che con Tillerson sta lavorando anche al primo faccia a faccia fra Trump e Putin a margine del G20 tedesco in giugno.

Insomma, primi e incoraggianti segni di disgelo, ai quali forse non è estraneo l'ex segretario di Stato Henry Kissinger, con cui poi Trump si è intrattenuto a sorpresa nello studio Ovale a parlare di Russia.

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SDA-ATS