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L'amministrazione Obama si sta preparando a rilasciare Jonathan Pollard, un ebreo americano di 60 anni arrestato nel 1985 e in seguito condannato all'ergastolo per spionaggio a favore di Israele.

A novembre, trent'anni dopo la condanna, potrà chiedere la libertà su parola, ma potrebbe anche uscire prima, secondo quanto hanno detto al Wall Street Journal (Wsj) dei funzionari americani, alcuni dei quali hanno espresso la speranza che la mossa possa allentare le tensioni con Israele dovute all'accordo sul programma nucleare iraniano.

La vicenda di Pollard è stata a lungo al centro di un braccio di ferro tra gli Stati Uniti e Israele, che ha ripetutamente chiesto la sua liberazione, mentre i vari presidenti che si sono alternati alla Casa Bianca, e anche la Cia e l'Fbi, si sono sempre detti contrari.

Quando venne arrestato, Pollard lavorava come analista civile per la U.S. Navy, la marina militare americana. Tra il 1984 e il 1985 passò ad Israele un gran numero di informazioni classificate. Al processo, in cui si dichiarò colpevole, disse di averlo fatto per amore verso Israele, che però secondo alcune fonti lo pagò in quei mesi circa 50mila dollari e nel frattempo gli ha concesso la cittadinanza.

La sua liberazione è stata richiesta più volte dal premier Benyamin Netanyahu, praticamente ad ogni incontro ufficiale tra i due paesi. Da qualche tempo la richiesta viene inoltrata anche sulla base del fatto che la salute di Pollard si starebbe deteriorando.

E proprio i motivi di salute potrebbero permettere di accelerare i tempi, senza aspettare che il caso venga portato davanti a una Commissione federale per la libertà su parola, secondo quanto riferisce il Wsj, aggiungendo che alcune fonti ufficiali americane hanno peraltro smentito con forza che la liberazione di Pollard possa essere collegata in qualche modo all'accordo con l'Iran, a cui Israele, e in particolare Netanyahu, si è opposto e si oppone con il massimo vigore.

Resta però il fatto che il rilascio di Pollard - che negli anni ha assunto la fisionomia di un ebreo ortodosso e che in Israele ha assunto gradualmente un alone di eroe nazionale - di certo contribuirebbe ad un miglioramento dell'atmosfera tra il governo israeliano e la Casa Bianca.

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SDA-ATS