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BERNA - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) frena la procedura di assistenza con gli Stati Uniti nella vicenda UBS. Ha infatti accolto il ricorso di una contribuente statunitense e ridotto così la portata dell'accordo firmato dalla Svizzera con gli USA.
Diffuso oggi, il verdetto del TAF costituisce una "decisione pilota", secondo un comunicato dello stesso Tribunale, in quanto dà piena ragione alla donna americana e non è possibile far ricorso al Tribunale federale.
Secondo il TAF, l'accordo sottoscritto lo scorso agosto tra la Svizzera e gli USA è da ritenersi "extragiudiziale"; esso non può modificare o completare la Convenzione di doppia imposizione tra i due Paesi, che distingue tra evasione e frode fiscale. Nel caso in esame, la contribuente americana aveva omesso di inviare al fisco il formulario tramite il quale dichiarava di possedere un conto bancario all'estero.
Per i giudici del TAF, che sconfessano l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), non si tratta di frode; in conseguenza di ciò non può essere accordata l'assistenza amministrativa secondo l'art. 26 della Convenzione di doppia imposizione.
Lo stesso discorso dovrebbe valere per i numerosi casi oggetto di contestazione. In particolare per i 25 altri procedimenti pendenti davanti al TAF, che riguardano l'accusa di evasione ai danni del fisco americano. Sempre a giudizio del TAF, l'AFC dovrebbe riconsiderare le centinaia di decisioni amministrative prese fin qui.

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SDA-ATS