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Il New York Times rivela che il tre volte sindaco di New York Michael Bloomberg starebbe seriamente valutando la sua discesa in campo, come indipendente. Lo dicono persone molto vicine al miliardario imprenditore a capo di un vero e proprio impero dei media.

La sua candidatura sarebbe una bomba in grado di sconvolgere le presidenziali americane. A spingere Bloomberg in questa direzione - raccontano nella sua cerchia di amici e consiglieri - l'irritazione per la piega presa dalla campagna elettorale. L'ex sindaco di New York viene descritto come molto "preoccupato" sia per il dominio di Donald Trump sugli altri candidati della destra, sia per le difficoltà e le incertezze che, a una settimana dal via della stagione delle primarie, stanno frenando la corsa di Hillary Clinton, con la conseguente ascesa del socialista Bernie Sanders.

Se il voto in Iowa il primo febbraio e in New Hampshire il 9 febbraio dovesse confermare questa tendenza, allora la discesa in campo di Bloomberg diventerebbe più di una ipotesi. Lui si sarebbe dato una scadenza per prendere una decisione: i primi di marzo. Intanto starebbe già facendo passi concreti per preparare l'eventuale campagna elettorale, mettendo sul piatto almeno un miliardo di dollari delle sue fortune personali.

Avrebbe inoltre ingaggiato un consulente per sondare il clima in tutti e 50 gli Stati Usa e fatto mettere a punto dai suoi più stretti collaboratori una piattaforma elettorale. Un piano che prevede anche un'offensiva mediatica che lo accrediti come un "problem-solver", un tecnico in grado di risolvere anche i problemi più complessi: l'esperienza ultra decennale alla guida della più grande metropoli americana, dove è stato capace di costruire un'amministrazione bipartisan, starebbe lì a dimostrarlo. Così come la sua storia di 'self-made men', un uomo che si è fatto strada da solo diventando uno degli uomini più ricchi e di successo d'America.

Il punto di forza di Bloomberg - 73 anni nato a Boston - è quello di cavalcare alcune delle istanze più care alla destra, come quelle sul fronte della sicurezza, ma anche di riscuotere successo a sinistra per le sue posizioni molto liberali su alcuni temi sociali, come la lotta ai cambiamenti climatici, il diritto all'aborto, la crociata contro le armi da fuoco.

Questa sua poliedricità però - sottolineano alcuni osservatori - potrebbe anche costituire il suo limite più grande, perché in grado di allontanare gran parte dell'elettorato di destra, quello che guarda a Trump o a Ted Cruz, e di sinistra, quello che sostiene Sanders 'arrabbiato' con Wall Street e con quell'1% della popolazione americana (quella più ricca) di cui Bloomberg fa parte.

Inoltre, mai nessun candidato indipendente nella storia americana è riuscito a conquistare la Casa Bianca.

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SDA-ATS