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Il dibattito sui contenuti e sull'estensione del mandato affidato dalla Confederazione a SRG SSR deve essere lanciato al più presto. È quanto chiede al Consiglio federale l'Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam).

L'iniziativa interviene a tre mesi dalla votazione sul nuovo sistema di riscossione del canone radio-tv.

Secondo l'organizzazione, che ha tenuto oggi una conferenza stampa a Berna, il governo "fa di tutto per lasciare sfumare la discussione", che invece deve essere portata avanti, in particolare in merito al budget della SSR.

Quali prestazioni sarebbero soppresse se il budget passasse dagli attuali 1,6 miliardi a un miliardo o a 500 milioni di franchi? Quali delle 17 reti radiofoniche e dei sette canali televisivi potrebbero essere conservati con quel denaro e quali prestazioni potrebbero invece essere coperte da privati? Sono solo alcune delle domande che l'Usam ha messo oggi sul tavolo.

L'organizzazione chiede anche di diminuire in maniera radicale "la nuova imposta Billag sui media" e di lanciare un concorso per individuare una nuova società di riscossione. Fra le molte critiche mosse alla SSR c'è la poca trasparenza sui costi delle differenti trasmissioni e sulla presunta poca vigilanza da parte dell'Ufficio federale delle comunicazioni.

Intanto oggi la SSR fa sapere che, dopo un primo pacchetto di risparmi di 20 milioni di franchi messo in atto nel 2015 a causa della diminuzione delle entrate pubblicitarie, risparmierà altri 40 milioni. Due i motivi all'origine di questa misura: l'IVA (il Tribunale federale ha deciso in aprile che chi è assoggettato al canone non deve più versare l'IVA: d'ora in poi la SSR dovrà pagare l'IVA con mezzi propri) e l'aumento della quota parte dei proventi del canone destinati alle emittenti regionali. Sono molto probabili tagli nel programma e ai posti di lavoro.

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SDA-ATS