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Dopo l'accettazione dell'iniziativa Weber sulle residenze secondarie e il giro di vite nella legge sulla pianificazione del territorio (LPT), occorre una pausa di riflessione di due anni prima di attuare la seconda tappa della revisione della LPT: è quanto hanno chiesto l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) e Hotelleriesuisse. A loro avviso, anche la "Lex Koller" non deve essere inasprita.

Secondo la federazione delle piccole e medie imprese, gli impresari e gli albergatori svizzeri "sono necessarie agevolazioni concrete del diritto della costruzione a livello locale". "Occorre finirla con la frenesia di leggi e di regole in questo ambito", ha dichiarato il direttore dell'USAM Hans-Ulrich Bigler citato in un comunicato.

Le procedure sul piano cantonale e comunale devono essere semplificate radicalmente: "riusciremo a densificare le costruzioni soltanto se semplificheremo le leggi", gli ha fatto eco il presidente della SSIC Werner Messmer, secondo cui l'economia e la società devono essere maggiormente coinvolte nella politica di pianificazione del territorio.

Dal canto suo, il consigliere agli Stati Jean-René Fournier (PPD/VS) ha rilevato come sia primordiale che anche le esigenze dei cantoni vengano ascoltate per frenare quella che ha definito "una centralizzazione rampante e una iper-regolamentazione nella pianificazione territoriale".

Dal canto suo, il presidente di Hotelleriesuisse Guglielmo Brentel ha criticato in particolare l'inasprimento della "Lex Koller" che si ripercuoterà negativamente sul settore alberghiero.

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SDA-ATS