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USI: quindicesimo Dies academicus

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 maggio 2011 - 12:36
(Keystone-ATS)

Si è svolto questa mattina il quindicesimo Dies academicus dell'Università della Svizzera italiana. La cerimonia è stata l'occasione per tracciare le più importanti direttrici di sviluppo dell'ateneo, che punta a consolidare le quattro Facoltà esistenti aprendosi al contempo a progetti originali e dall'impatto virtuoso per il tessuto scientifico, economico e culturale della Svizzera italiana.

La cerimonia si è aperta con il messaggio del Presidente del Consiglio Nazionale Jean-René Germanier, il quale ha inviato all'USI un saluto da parte di tutto il Parlamento svizzero, sottolineando l'importante ruolo di ponte scientifico e culturale che l'USI gioca all'interno e all'esterno della Confederazione .

Dopo l'Allocuzione del neoeletto Consigliere di Stato e Direttore del DECS Manuele Bertoli, intitolata "La Svizzera italiana e la sua Università, oggi e domani", la Prof.ssa Daniela Mondini, docente di storia dell'arte all'Accademia di architettura, ha tenuto una Prolusione sul tema "Luce e oscurità in architettura - prospettive storiche".

La relazione del Presidente Piero Martinoli ha illustrato la visione dell'USI nel 2020, con particolare riferimento ad alcuni "progetti faro", scelti in campi "di sicuro avvenire non solo per il loro intrinseco interesse e valore scientifico, ma anche per lo sviluppo economico del territorio e per il contributo alla soluzione di problemi urgenti di rilevanza nazionale". Tra questi il Presidente dell'USI ha menzionato le Scienze computazionali e il Master in medicina, entrambi settori dalle grandi potenzialità e positive ricadute sul tessuto scientifico, industriale e sociale ticinese.

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