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Paul Rechsteiner, presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS). Foto d'archivio.

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

Riuniti oggi in assemblea a Berna, i delegati dell'Unione sindacale svizzera (USS) hanno deciso - con 98 voti contro 21 - di sostenere la riforma della Previdenza per la vecchiaia 2020. L'opposizione è venuta soprattutto dalla Svizzera romanda.

Il risultato odierno non è una sorpresa visto che il presidente dell'USS e consigliere agli Stati (PS/SG), Paul Rechsteiner, è stato uno dei grandi architetti della soluzione trovata in Parlamento. Aveva definito il progetto una delle più grandi vittorie della sua carriera politica.

Nonostante ritenesse l'insieme della riforma Previdenza per la vecchiaia un notevole passo avanti, Rechsteiner aveva comunque dichiarato di aspettarsi una certa resistenza all'interno dei sindacati a causa dell'innalzamento dell'età pensionabile delle donne a 65 anni e della riduzione (dal 6,8 al 6%) del tasso di conversione.

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SDA-ATS