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La situazione economica in Svizzera è buona per la maggior parte delle aziende e dei settori economici, ragione per cui si giustifica pienamente una progressione generalizzata dei salari.

Ne è convinta l'Unione sindacale svizzera (USS), che per il 2014 auspica aumenti sino all'1,5%. "Le lavoratrici e i lavoratori l'hanno più che meritato", ha affermato il presidente Paul Rechsteiner in una conferenza stampa a Berna.

Secondo l'USS la congiuntura interna è stabile: dal ramo della costruzione a quello finanziario gli affari vanno bene. Anche i settori orientati all'esportazione, che devono fare i conti con un franco sopravvalutato, hanno potuto approfittare della ripresa nell'UE e della diminuzione dei prezzi dei prodotti acquistati all'estero.

"Quindi, pur considerando le differenze fra i rami e le singole aziende, miglioramenti degli stipendi fino all'1,5% sono ben motivati", ha sostenuto Rechsteiner. Affinché anche le fasce salariali basse e medie possano ricevere il giusto compenso i ritocchi devono essere concessi in modo generale. Sussiste necessità di recupero in particolare per i dipendenti di lunga data: la crescita delle loro remunerazioni negli ultimi dieci anni è infatti stata inferiore alla media.

Se le retribuzioni non verranno riviste al rialzo il potere d'acquisto diminuirà, mette in guardia il consigliere agli stati socialista sangallese. Questo perché sono previsti nuovamente sensibili aumenti dei premi dell'assicurazione malattia.

Se per contro i negoziati salariali si concluderanno in modo soddisfacente a beneficiarne sarà l'intero clima congiunturale: l'economia svizzera potrà tornare a guardare con una certa fiducia al futuro, nonostante la forza del franco e i problemi da essa provocati.

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SDA-ATS