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BERNA - Il rafforzamento del franco rispetto all'euro preoccupa l'Unione sindacale svizzera (USS). A suo dire l'evoluzione del cambio da inizio anno fino ad ora mette a rischio 30'000 posti di lavoro nella Confederazione.
In una nota odierna, l'organizzazione dei lavoratori auspica un intervento della Banca nazionale svizzera (BNS). La competitività in materia di prezzi dell'industria dell'esportazione elvetica è nettamente peggiorata a causa del franco forte, afferma l'USS. Pressione sui salari, licenziamenti e delocalizzazione ne sono la conseguenza.
Daniel Lampart, capo economista presso il sindacato, non ritiene che acquisti di valute da parte della BNS possano condurre a un'inflazione. Attualmente non si può assolutamente parlare di un simile rischio, ha detto all'ATS. La Banca centrale può quindi lottare senza pericolo contro il rafforzamento del franco distruttivo per l'economia reale.
Stamani la valuta unica europea ha perso ancora terreno rispetto al franco, scendendo temporaneamente fino a quota 1.3074. Nel solo mese di giugno l'euro ha ceduto circa il 6,8% rispetto al franco. Anche il corso del dollaro è calato; nel giro di una settimana ha perso circa il 2,5%. Stamani il dollaro ha toccato un minimo di 1.0708 rispetto al franco.

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SDA-ATS