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I sindacati chiedono controlli permanenti sui salari

KEYSTONE/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

A lavoro uguale salario uguale: a 25 anni dallo sciopero nazionale delle donne, l'Unione sindacale svizzera (USS) chiede che la parità salariale sia sottoposta a un controllo permanente.

In tutti questi anni la situazione è cambiata poco, sostengono le donne dell'USS, presentatesi in conferenza stampa oggi a Berna. Lo stipendio di un uomo e di una donna differiscono ancora in media del 15%, e ciò malgrado la legge sulla parità dei sessi sia entrata in vigore 20 anni fa.

Per questo motivo le donne dell'USS intendono continuare a battersi in favore di una revisione della legge che preveda l'introduzione di controlli. Il diritto alla parità non deve essere trattato con noncuranza, hanno sottolineato.

Nel progetto di revisione, posto in consultazione fino a marzo dal Consiglio federale, sono previsti controlli sui salari nelle aziende che contano almeno 50 dipendenti. Eppure, sottolinea l'USS, questa disposizione ha sollevato molte critiche tra i deputati borghesi.

In base all'esperienza dei sindacati, le sole denunce relative agli stipendi non sono sufficienti per portare avanti il discorso della parità. Sono uno strumento utile ma non possono sostituire le verifiche. Oltretutto, le procedure sono spesso lunghe e comportano rischi per le donne che le hanno avviate.

Per ribadire la necessità di un cambiamento, in diverse località del paese sono state organizzate azioni di protesta e pause pranzo più lunghe.

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SDA-ATS