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Il potere d'acquisto dei salariati è aumentato in Svizzera lo scorso anno. In termini nominali, le retribuzioni sono progredite in media dello 0,7% rispetto al 2012. Tenuto conto del tasso di inflazione annuo medio negativo (-0,2%), i salari reali sono cresciuti dell'1%, secondo i calcoli dell'Ufficio federale di statistica (UST).

La progressione dei salari nominali è tuttavia inferiore a quella dei tre anni precedenti: nel 2012 si era registrato un +0,8%, nel 2011 un +1% e nel 2010 +0,8%, precisa oggi l'UST. La maggior parte delle decisioni sugli aumenti in busta paga è stata presa nel novembre 2012, quando la congiuntura mondiale era fragile e le prospettive economiche erano incerte. Inoltre, il tasso d'inflazione per il 2013 era allora stimato a +0,5%.

A titolo di paragone, l'aumento dei salari effettivi nei principali contratti collettivi di lavoro (CCL) ha raggiunto l'anno scorso lo 0,7%. Questa percentuale concerne circa mezzo milione di lavoratori dipendenti.

Se si osserva nel dettaglio la progressione per settore, gli aumenti più marcati si sono avuti nel terziario (+0,8%): i rami in cui le retribuzioni effettive sono maggiormente cresciute sono state le "Attività professionali, scientifiche e tecniche" (+2%). Seguono le "Attività informatiche e servizi d'informazione" (+1,7%) e l'"Amministrazione pubblica" (1,1%).

Dal canto loro, le rimunerazioni effettive nel settore secondario sono progredite dello 0,7%: in questo caso, gli aumenti più marcati sono stati rilevati nella "Fabbricazione di macchinari e apparecchiature" (+1,6), nell'"Industria chimica e farmaceutica" (+1,0%) e nella "Fabbricazione di prodotti di elettronica, ottica, orologi e di apparecchiature elettriche".

L'UST stila pure un bilancio degli ultimi cinque anni: ebbene, tra il 2009 e il 2013, i salari nominali sono aumentati dell'1,1% in media annua. Da parte loro, i salari reali sono cresciuti dell'1,2%. Questi incrementi si spiegano in parte con l'aumento nominale eccezionale (+2,1%) rilevato nel 2009, precisa l'UST.

SDA-ATS