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Il quartier generale della Posta a Berna

Keystone/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

La Posta ha registrato nel 2016 un utile in calo di circa il 13% da 645 a 558 milioni di franchi. Fra le cause di questa flessione vi è il calo dei volumi di invii e i bassi interessi del settore finanziario.

I risultati relativi all'anno scorso sono stati comunicati oggi dal gigante giallo. Il rapido cambiamento strutturale sta mettendo sotto pressione l'azienda, che ha anche annunciato un risultato operativo Ebit di 704 milioni di franchi, 119 milioni in meno rispetto al 2015.

Le cifre ottenute sono comunque state definite "solide". La spedizione di lettere, giornali e pubblicità si è confermata una delle "colonne portanti" della Posta, ma la sostituzione progressiva di questa attività con canali digitali ha influito notevolmente sulla diminuzione dell'utile. Misure volte a incrementare l'efficienza hanno permesso di compensare parzialmente gli affari in questo settore. Il numero delle lettere indirizzate si è ridotto del 3,8%, per un risultato operativo di 317 milioni di franchi, 41 in meno del 2015.

Il commercio online ha da parte sua permesso maggiore dinamismo nel campo della logistica, si legge nella nota odierna. Il volume dei pacchi trattato è cresciuto del 5,7% su base annua. Tuttavia, in seguito alle condizioni di mercato, a una rielaborazione della strategia e a un incremento dei costi, l'Ebit di PostLogistics è sceso di 28 milioni se paragonato al 2015, attestandosi a 117 milioni. Nuovi concorrenti che si stanno affacciando a questo tipo di business, favoriti da tecnologie intelligenti, mettono a dura prova questo segmento, afferma la Posta.

Il gigante giallo ha inoltre sottolineato l'"inarrestabile" sostituzione dei prodotti classici con offerte digitali. Rete postale e vendita hanno dovuto fare i conti con versamenti in discesa del 5,4%. Ciò è dovuto al fatto che le operazioni allo sportello risultano sempre meno frequenti, ma anche all'adeguamento del mandato di prestazioni interno. Lo scorso autunno, l'azienda aveva reso noto di voler chiudere diverse centinaia di uffici tradizionali (almeno 500) entro il 2020, per concentrarsi sull'ampliamento della rete tramite lo sviluppo di punti d'accesso alternativi.

SDA-ATS

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