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No alla deducibilità fiscale dei costi per le vacanze trascorse in Svizzera

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

No alla deducibilità fiscale dei costi per le vacanze trascorse in Svizzera. È quanto pensa il Consiglio federale che invita le Camere a respingere una mozione del Consigliere nazionale Lukas Reimann (UDC/SG).

Pur riconoscendo l'importanza del turismo per l'economia del paese e, in particolare, per Cantoni quali i Grigioni, il Ticino o San Gallo, l'Esecutivo non giudica opportuno adottare nuovi provvedimenti per sostenere questo settore in difficoltà a causa dell'apprezzamento del franco, specie "alla luce delle misure di sostegno decise nel quadro del Programma d'impulso e sullo sfondo del peggioramento della situazione finanziaria della Confederazione".

Nella sua risposta scritta, il Governo ricorda che sia il settore alberghiero sia quello della ristorazione godono già di un tasso di Iva ridotto e possono contare su consistenti aiuti finanziari per la promozione all'estero della piazza turistica elvetica.

Oltre a queste considerazioni, vi sono altri motivi di fondo che spingono il Consiglio federale a raccomandare la bocciatura della mozione. Al pari di altre spese destinate a coprire il fabbisogno privato quotidiano, infatti, le spese di pernottamento e di ristorazione sono costi della vita non deducibili.

"La richiesta - scrive il Governo - di poter dedurre fiscalmente le spese effettuate a favore del settore turistico svizzero provocherebbe un trattamento privilegiato rispetto ad altri settori economici, che potrebbero essere allettati a richiedere anch'essi ulteriori possibilità di deduzioni fiscali".

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SDA-ATS