La neve non da tregua alle regioni alpine del nostro Paese: in un arco che va dall'Oberland bernese all'Alta Engadina passando per il Titlis, il Tödi e il Piz Segnas il pericolo di valanghe è al grado 5 ("molto forte"), quello massimo.

Sul resto delle Alpi è al livello 4 ("forte"), ad eccezione del Ticino e del Grigioni italiano (dove è il pericolo è al livello 3). L'alta Surselva, nei Grigioni, è rimasta a lungo isolata. Rimangono inaccessibili, in Vallese, la parte superiore della Valle di Goms e la Lötschental.

Il pericolo di valanghe ha infatti comportato la chiusura per tutto il giorno della strada e della ferrovie tra Sumvitg (GR) e Disentis/Mustér (GR). Visto che anche il passo del Lucomagno e la ferrovia dell'Oberalp sono chiusi, la regione, che comprende anche Sedrun, non era più raggiungibile. A fine pomeriggio è però stata annunciata la riapertura delle vie di comunicazione in direzione di Coira.

Nei Grigioni, indica la polizia cantonale, sono chiusi anche i passi del Giulia e del Forno. La Ferrovia retica (FR) informa inoltre che diverse sue linee sono interrotte, come la Coira-Arosa, la ferrovia dell'Albula e alcune tratte presso Davos e in Engadina. Almeno fino a domani, l'Engadina Bassa è così accessibile unicamente tramite la galleria della Vereina, quella Alta solo da sud via il Maloja o il Bernina.

La circolazione ferroviaria è perturbata anche altrove in Svizzera: a causa del pericolo di valanghe, i treni non circolano attualmente né sul vecchio tracciato del San Gottardo tra Erstfeld (UR) e Airolo (fino a mezzogiorno di domani), né sulla linea della Furka tra Niederwald (VS)-Andermatt (UR).

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