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Per la seconda volta in 5 mesi il papa Francesco fa rotta verso l'Asia e questo è già un messaggio. In Asia si mescolano non sempre pacificamente religioni e etnie diverse, le economie galoppano, le megalopoli inquinano e i fenomeni naturali diventano più dannosi per le dissennate politiche di disboscamento. E il Papa, che prepara una enciclica "ecologica", incontrando oggi il Corpo diplomatico ha definito "urgente" la "elaborazione di un nuovo accordo sul clima". In Asia inoltre le Filippine cattoliche fungono da chiesa sorella per i cattolici clandestini di quella Cina cui papa Francesco guarda con attenzione.

Bergoglio parte questa sera da Roma per il settimo viaggio internazionale del pontificato. Percorrerà una distanza di quasi 25.00 chilometri e terrà 11 discorsi.

Ha scelto lo Sri Lanka, un paese di circa venti milioni di abitanti, dove i cristiani sono una minoranza con la peculiarità di accogliere sia tamil che cingalesi e dove la pacificazione è ancora lontana nonostante il conflitto sia cessato nel 2009; canonizzerà Joseph Vaz, missionario del '600 che, approdato dall'India, tenne in vita il cattolicesimo nel periodo delle persecuzioni da parte dei calvinisti olandesi.

E ha scelto le Filippine, per portare solidarietà alle vittime del terribile tifone Yolanda che nel novembre 2003 ha fatto almeno seimila vittime, portato distruzioni immense e colpito circa due milioni e mezzo di famiglie. Papa Francesco visiterà la zona di Tacloban, la più colpita dal Tifone.

Le Filippine sono, con il piccolo Timor Est, l'unico paese asiatico a maggioranza cristiana: l'81 per cento dei circa cento milioni di abitanti è cattolico, l'11% di altre confessioni cristiane, il 5% di islamici soprattutto sunniti, presenti in particolare nell'isola di Mindanao, il 2% di buddisti.

Nello Sri Lanka invece i cristiani sono il 7,5 per cento, di cui il 6,5 cattolici, gli islamici sono il 9,7 per cento, i buddisti il 70,2% e gli indu il 12,6 per cento.

È ovvio che quanto il Pontefice dirà o vivrà negli incontri con i leader religiosi acquista un peso differente nello Sri Lanka che nelle Filippine, ma il tema del dialogo tra le religioni per la pacificazione, seppure da punti di vista diversi, risulta di particolare significato dopo l'attentato di Parigi da parte di terroristi che si definiscono islamici, legati all'Isis.

Sarà certo alta l'attenzione degli apparati di sicurezza per proteggere il Papa e quanti lo accoglieranno, Bergoglio comunque non userà macchine blindate, ma papamobili scoperte. I luoghi delle celebrazioni sia in Sri Lanka che nelle Filippine sono gli stessi dei viaggi di Paolo VI nel 1970 e di Giovanni Paolo II, che è stato nello Sri Lanka a gennaio '95 e nelle Filippine a febbraio dell'81 e a gennaio del '95.

L'attuale arcivescovo di Manila, Luis Tagle, racconta con commozione quando, tredicenne, partecipò a Manila alla accoglienza per Paolo VI e quanto questa esperienza abbia significato per lui.

Nello Sri Lanka, Francesco, invitato dal presidente Rajapaksa, troverà invece il presidente nuovo di zecca Sirisana, eletto il 9 scorso. Entrambi sono buddisti, ma il neoeletto ha catalizzato il malcontento di alcune minoranze, tra cui islamici, cristiani e tamil, contro la politica del predecessore soprattutto nelle province del nord, militarizzate da Rajapaksa dopo il 2009, e dove organismi internazionali hanno denunciato violenze di ogni tipo sui civili e gli sfollati, - compresi stupri di donne e bambini - tentativi di cancellare la popolazione tamil "importando" cingalesi dal sud, grazie a misure che ne favoriscono l'insediamento.

Papa Bergoglio visiterà tra l'altro il santuario mariano di Madhu, nella zona cruciale durante il conflitto tra governo e tigri tamil.

Nelle Filippine, papa Francesco tra l'altro pranzerà con alcuni superstiti delle catastrofi naturali e si confronterà anche con la religiosità popolare delle grandi funzioni filippine: il 18 gennaio celebrerà la festa del Santo Nino, in cui si esprime la devozione di milioni di filippini.

Sarà accolto dal presidente Benigno Aquino, figlio di Cory, la vedova dell'altro Benigno, che guidò la rivoluzione pacifica, appoggiata dalla Chiesa e dal card. Sin, che portò alla fine della dittatura di Fernando Marcos.

Incontrando il Corpo diplomatico papa Francesco ha ricordato che partirà per l'Asia e ha auspicato il dialogo tra Corea del Nord e Corea del Sud (dove è stato lo scorso agosto).

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SDA-ATS