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Il tribunale cantonale vodese ha condannato oggi in appello a 17 anni di reclusione un uomo che nel 2012 ha strangolato la moglie ad Assens (VD) e poi seppellito il cadavere in un bosco per simularne la scomparsa. La difesa ha annunciato ricorso.

In prima istanza il Tribunale di Yverdon-les-Bains (VD). gli aveva inflitto 14 anni. La corte cantonale ha ora giudicato l'uomo, di 46 anni, colpevole di assassinio e non di omicidio intenzionale.

Il pubblico ministero aveva chiesto 18 anni di carcere, affermando che si è trattato di un crimine quasi perfetto e dal movente odioso: non pagare gli alimenti e non dover lasciare la casa alla moglie che chiedeva il divorzio.

Il procuratore ha sottolineato che, nella notte fatale tra il 27 ed il 28 ottobre del 2012, l'accusato ha fatto sparire il corpo della consorte 36enne in un bosco, senza tralasciare di toglierle la fede dal dito, e poi si è creato un alibi a prova di bomba andando a dormire a casa di amici. In seguito non ha avuto scrupoli nel far credere che la moglie fosse fuggita dopo averlo derubato.

Versione contesta, sia sulla dinamica che sul movente, dalla difesa secondo la quale l'imputato ha invece agito d'impulso dopo aver perso ogni controllo di sé stesso.

Lo scorso febbraio, anche il Tribunale penale di Yverdon-les-Bains aveva acquisito questa tesi, ritenendo credibile la versione fornita dall'imputato: l'uomo, un ingegnere già capo servizio alle dipendenze della Città di Losanna, era rientrato a casa di notte, a suo dire per tentare di riconciliarsi con la moglie dopo che la sera se n'era andato a dormire da amici; in seguito aveva perso le staffe dopo che la donna lo aveva apostrofato con la cruda espressione "Tire-toi conard" ("Levati dai piedi stronzo").

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SDA-ATS