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Sono cominciate stamane verso le 8.00 le operazioni di recupero dell'aereo da turismo schiantatosi ieri mattina nel lago di Neuchâtel al largo della località vodese di Cudrefin. Gli specialisti sperano di riuscire a recuperare in giornata il velivolo e i suoi due occupanti, che si trovano sul fondo a una profondità di circa 80 metri.

I cadaveri del pilota e del suo accompagnatore sono stati localizzati ieri verso le 19 dal sonar di un robot sottomarino, dopo ricerche condotte per tutta la giornata. Le vittime, trovate all'interno dell'abitacolo, sono con ogni probabilità un 71enne e un 59enne domiciliati nel cantone di Neuchâtel.

Stamane è arrivata sul posto una chiatta con a bordo una gru, con la quale si cercherà di recuperare l'aereo. All'operazione partecipano una decina di sub della polizia vodese. Alcuni di loro scenderanno fino a 80 metri di profondità, altri prenderanno posizione 20 metri sott'acqua per procedere all'operazione di recupero, ha detto all'ats la portavoce della polizia vodese, Olivia Cutruzzolà.

L'incidente si è verificato ieri mattina attorno alle 9.30, a circa tre chilometri dalla riva del lago. Il velivolo aveva decollato poco prima delle 9.00 dall'aerodromo di Colombier (NE) e dopo circa mezz'ora si è perso ogni contatto. Un primo testimone aveva parlato di un piccolo aereo che mentre effettuava acrobazie era finito di punta nel lago. Altre testimonianze si sono in seguito aggiunte.

L'indicazione riguardante le presunte acrobazie è probabilmente dovuta alle difficoltà che stava riscontrando l'aereo, trattandosi di un semplice aereo da turismo biposto, ha spiegato la portavoce della polizia vodese.

Le cause dell'incidente non sono ancora state determinate, ha precisato la polizia vodese, aggiungendo che è stata aperta un'indagine condotta da specialisti del Servizio d'inchiesta svizzero sugli infortuni (SISI), in collaborazione con la stessa polizia.

SDA-ATS