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Sono ormai tutti in guardina i tre rapinatori che hanno preso di mira ieri una gioielleria di Vevey (VD). Dopo che il primo era stato catturato da uno dei figli del negoziante, la polizia ha arrestato gli altri due stamattina verso la 1:00.

Si tratta di tre cittadini lituani, indica la polizia vodese in un comunicato odierno. La presenza "sospetta" dei due individui che erano riusciti a fuggire è stata segnalata da un testimone ieri verso le 19:45. Un "ingente" dispositivo costituito dalla polizia cantonale e dalle polizie comunali ha permesso di arrestarli nella notte, precisa la nota.

I tre malviventi erano penetrati nella gioielleria ieri verso le 11:15 del mattino e avevano minacciato e picchiato il titolare sessantenne del negozio, nonché un'impiegata. Per motivi ancora da chiarire, i malviventi avevano poi interrotto improvvisamente il tentativo di rapina e si erano dati alla fuga.

Uno era stato rapidamente catturato per strada da uno dei figli del proprietario del negozio, che lo aveva inseguito, mentre gli altri due erano riusciti a dileguarsi in direzione della stazione. Stando a quanto indicato ieri dal figlio del gioielliere, il negozio ha già subito in marzo una rapina a mano armata particolarmente violenta. Uno dei rapinatori, anch'esso lituano, è in detenzione preventiva.

Sottolineando l'"eccellente operato" della polizia, il figlio del gioielliere afferma oggi che il testimone ha identificato le persone ricercate grazie alle fotografie pubblicate dai responsabili della gioielleria sui social network. Un'iniziativa che le forze dell'ordine considerano "problematica": anche se in taluni casi esse permettono di accelerare le ricerche - osservano - i rischi per la popolazione non sono trascurabili.

Il figlio del gioielliere non esclude peraltro che il tentativo di rapina avvenuto ieri sia in realtà un atto di rappresaglia. Ciò spiegherebbe perché "sono partiti senza refurtiva, mentre avevano gli orologi a portata di mano, nonché la violenza gratuita dimostrata nei riguardi di mio padre e della commessa". Il mazzo di rose che uno dei rapinatori aveva con sé e i tatuaggi che sfoggiavano sarebbero, secondo lui, caratteristici di alcune bande di malviventi.

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SDA-ATS