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Prosciolte in prima istanza, due dottoresse in pediatria sono state condannate dal Tribunale cantonale vodese a 30 aliquote giornaliere con la sospensione condizionale. Entrambe sono state riconosciute colpevoli di omicidio colposo per non aver diagnosticato, nel 2009, una meningoencefalite da pneumococco presso un bebè di 11 mesi. La bimba era morta due giorni dopo.

Accogliendo il ricorso dei genitori e del Ministero pubblico contro il proscioglimento deciso dal Tribunale correzionale di Nyon (VD) nel dicembre 2013, i giudici cantonali hanno peraltro condannato le due donne a versare un indennizzo di 60'000 franchi e ad assumere le spese giudiziarie dei parenti, una somma di 42'000 franchi, indica la sentenza trasmessa oggi all'ats. Le motivazioni della Corte non sono ancora note.

Durante il processo, il Ministero pubblico aveva sottolineato che escludere la presenza di una meningite costituisce una "priorità assoluta in medicina pediatrica". Il 13 maggio 2009, la bimba era stata ricoverata all'ospedale di Morges (VD) afflitta da otite, febbre alta, convulsioni e vomito.

Poche ore dopo, contattato per telefono, il primario del reparto di neuro pediatria del CHUV di Losanna aveva emesso l'ipotesi di una meningite. La bimba era tuttavia stata mantenuta in osservazione a Morges per l'intera giornata e la serata. Verso le 2.00 del mattino, in seguito a nuove convulsioni era stata sottoposta ad uno scanner, che aveva mostrato l'esistenza di lesioni cerebrali. Trasferita al CHUV verso le 7.00, la bimba è morta il 15 maggio.

Informato da una lettera della madre, il consigliere di Stato Pierre-Yves Maillard aveva deciso di denunciare il caso al medico cantonale, che lo ha trasmesso alla giustizia. I genitori hanno istituito la fondazione Marisa Sophie, il cui scopo è di promuovere la ricerca pediatrica.

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SDA-ATS