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L'evasione, con tanto di sparatoria, avvenuta ieri sera dal penitenziario di Orbe, nel Nord vodese, è un avvenimento "inedito" in Svizzera, che dimostra l'inadeguatezza delle prigioni elvetiche di fronte al livello di organizzazione dei criminali attuali, ha dichiarato oggi la consigliera di Stato vodese Béatrice Métraux, annunciando il rafforzamento delle misure di sicurezza in territorio cantonale.

Gli evasi - è stato reso noto oggi nel corso di una conferenza stampa - sono il noto rapinatore altovallesano Adrian Albrecht e il bosniaco Milan Poparic, membro delle "Pink Panthers". Questi è il secondo membro della famigerata banda, costituita da ex militari dell'ex Jugoslavia, a fuggire da un carcere vodese dopo l'evasione, il 14 maggio scorso, di un suo "collega" dalla prigione di Bois-Mermet di Losanna.

L'evasione di ieri sera si è svolta in modo ancora più spettacolare di quella, già inedita, di Bois-Mermet. Due complici esterni hanno forzato con altrettanti veicoli il reticolato della prigione, sparando a raffica con armi automatiche per mantenere a distanza i secondini. Questi sono equipaggiati con "semplici pistole, che non reggono il confronto con le armi da guerra" impiegate nel corso dell'evasione, ha rilevato la "ministra" dell'interno vodese.

D'altronde - a suo modo di vedere - l'evasione di ieri sera dovrebbe essere definita come "un'invasione", orchestrata da una banda organizzata e munita di armi pesanti. "Ha messo in pericolo il nostro personale con dei Kalashnikov AK47, una cosa mai vista finora in Svizzera".

"I detenuti sono sempre più pericolosi e occorrerà adeguare le nostre prigioni a questo nuovo dato di fatto". Secondo la consigliera di Stato vodese, una riflessione al riguardo dev'essere condotta sul piano nazionale. Métraux sottoporrà la questione in settembre ai suoi omologhi degli altri cantoni.

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SDA-ATS