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L'UDC vodese non è riuscita a riunire un numero sufficiente di firme per la sua iniziativa contro l'integralismo religioso, lanciata in gennaio. Il testo è stato appoggiato da 3000 persone, mentre occorrevano almeno 12'000 sottoscrizioni.

Il partito aveva quale obiettivo di meglio regolamentare una specificità vodese - il riconoscimento di pubblico interesse di una comunità religiosa - ma nel mirino vi era particolarmente la confessione islamica, l'Unione vodese delle associazioni musulmane (UVAM) avendo fatto sapere di essere interessata a questa possibilità.

Secondo il segretario politico dell'UDC Vaud Kevin Grangier il fallimento dell'iniziativa è dovuto essenzialmente al fatto che la popolazione non conosce l'esistenza della specificità vodese. In seno al partito, inoltre, determinate persone erano riluttanti a far firmare il testo.

Sul fondo della questione, gli iniziativisti temono che il riconoscimento delle comunità islamiche apra la strada all'ottenimento di concessioni o deroghe particolari, conformi ai precetti del Corano.

Qualora le comunità islamiche dovessero ottenere "fra qualche anno" il loro riconoscimento, l'UDC ha l'intenzione di ricorrere al referendum, per "permettere al popolo di decidere", spiega Grangier.

Nel canton Vaud, soltanto le Chiese protestante e cattolica sono considerate alla stregua di enti di diritto pubblico, uno statuto che consente loro di beneficiare di sussidi. La comunità israelita è riconosciuta di pubblico interesse, uno statuto al quale possono accedere anche altre comunità religiose.

Hanno finora fatto una domanda in questo senso la comunità anglicana ed i cattolici-cristiani. Altre - la Federazione evangelica, gli ortodossi e l'UVAM - hanno manifestato il loro interesse. L'ottenimento dello statuto pone condizioni quali il rispetto dei principi democratici e la trasparenza finanziaria.

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SDA-ATS