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Diversi colpi di scena hanno caratterizzato oggi il primo giorno del processo a Renens (VD) contro Claude D., accusato dell'assassinio della 19enne Marie nel maggio 2013 vicino a Payerne (VD).

L'imputato ha tentato - invano - di ottenere la ricusazione del suo avvocato d'ufficio Loïc Parein. Qualora la domanda fosse stata accettata, ne sarebbe seguito un rinvio.

Oltre a chiedere la ricusazione del suo difensore - per motivi definiti "soggettivi e inconsistenti" da parte del presidente del Tribunale criminale della Broye e del Nord vodese - l'imputato ha rifiutato dopo questa decisione di ripresentarsi in aula, prima di ricredersi e partecipare al procedimento.

"Il rapporto di fiducia con il mio avvocato è rotto", ha spiegato il 39enne nei riguardi di Parein, indicando di aver presentato la domanda scritta la scorsa settimana. La questione sarebbe in relazione con la mancata trasmissione di informazioni riguardanti un CD-rom contenente la trascrizione del blog della vittima.

Secondo il presidente del Tribunale, la giustizia potrà essere resa in modo "efficace ed equo" malgrado la domanda di ricusazione sia stata rifiutata. Da una ventina di giorni, un secondo avvocato d'ufficio - la penalista ginevrina Yaël Hayat - è stato designato per difendere l'imputato.

Nel pomeriggio, la Corte ha rifiutato l'audizione di ulteriori testimoni sollecitati dalla difesa, fra i quali l'ex moglie del friburghese, sposata mentre l'uomo era in carcere. Claude D. ha poi riferito nei minimi particolari, anche i più intimi, degli scambi avuti con la 19enne che - ha detto - si "dichiarava disposta ad avere rapporti a pagamento".

Marie ha avuto un primo contatto con il suo assassino in internet il 10 marzo 2013. Lo ha poi incontrato di persona il 14 aprile ed ha intrattenuto una relazione con il 36enne fino al 12 maggio, quando la ragazza - che in quel giorno aveva compiuto i 19 anni - gli invia un messaggio nel quale dichiara di "aver paura di lui e di essere traumatizzata".

L'indomani a fine pomeriggio, Claude D. aspetta Marie al ristorante del golf di Payerne, dove la 19enne segue un apprendistato. L'uomo la costringe con la forza a salire sulla sua automobile, la lega con del nastro adesivo e se ne va. Nel corso della notte spiega alla ragazza che sarà uccisa, la strangola con una cintura e abbandona il suo corpo in un bosco di Torny-Le-Grand (FR), vicino a Payerne. Claude D. è arrestato l'indomani a Vaulruz, nel canton Friburgo, dopo un inseguimento da parte della polizia.

Dalla precedente estate, il 36enne stava terminando di espiare con un braccialetto elettronico una condanna a 20 anni di reclusione inflittagli nel giugno 2000 per aver ucciso la sua ex compagna con diversi colpi di pistola, quando aveva solo 22 anni.

Il friburghese è accusato di assassinio, coazione sessuale, sequestro e rapimento in circostanze aggravanti. L'uomo rischia l'internamento a vita, la più severa delle sanzioni previste dal Codice penale svizzero. Il processo durerà l'intera settimana e la sentenza sarà emessa il 24 marzo.

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SDA-ATS