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Accusato di aver assassinato la 19enne Marie vicino a Payerne (VD) il 13 maggio 2013, Claude D. è uno psicopatico. Lo hanno dichiarato unanimi oggi i due esperti interrogati dal Tribunale criminale della Broye, al terzo giorno del processo intentato al friburghese.

Le opinioni dei periti divergono invece sulla questione dell'internamento a vita, al centro del procedimento.

Secondo il medico neocastellano Philippe Vuille, autore di una prima perizia, il 39enne è afflitto da gravi turbe della personalità: è antisociale, con un disturbo sadico della preferenza sessuale. L'uomo dimostra inoltre un'abilità particolare a indurre gli psichiatri in errore, nascondendo loro "le cose importanti".

Per lo specialista, l'imputato è "incurabile e refrattario a vita ad una terapia"."Psicopatici come Claude D. non cambiano. Il senso morale non arriva con l'età. Claude D. patirà fino alla morte per le turbe di cui è afflitto", ha precisato.

Pur ritenendo l'internamento a vita "dal punto di vista personale una sciocchezza perché non risolve nulla", lo psichiatra neocastellano ha insistito per l'intera mattinata - anche quando è stato messo alle strette dagli avvocati della difesa - sull'impossibilità di curare il detenuto, "per l'intera durata della sua vita". "Immaginare che Claude D. possa essere curato è come attribuire agli psicoterapeuti competenze soprannaturali", ha sottolineato.

Il suo collega solettese Lutz-Peter Hiersemenzel condivide il giudizio sulla personalità dell'imputato, nella quale "non vi è nulla di sano". "Non posso immaginare che un giorno i pronostici saranno favorevoli", ha detto.

Lo specialista ritiene tuttavia impossibile determinare scientificamente se una persona è incurabile a vita. Come il primo esperto, anche il medico solettese ritiene "molto elevato" il rischio che Claude D. commetta nuovamente un omicidio, a causa delle numerose e gravi turbe della personalità di cui è afflitto, che giustificano peraltro a suo modo di vedere una responsabilità penale mediamente scemata.

Interrogato al riguardo dai suoi legali, l'imputato ha negato di essere un sadico, ma ha ammesso di essere afflitto da "disturbi relazionali e dal timore di venir abbandonato".

Marie viene rapita da Claude D. il 13 maggio a fine pomeriggio, mentre la ragazza si appresta a lasciare il ristorante del golf di Payerne, dove lavora. La 19enne intratteneva da poco una relazione con il suo aggressore.

L'uomo la costringe con la forza a salire sulla sua automobile, la lega con del nastro adesivo e se ne va. Nel corso della notte strangola la giovane e abbandona il suo corpo in un bosco di Torny-Le-Grand (FR), vicino a Payerne. Claude D. è arrestato l'indomani a Vaulruz, nel canton Friburgo, dopo un inseguimento da parte della polizia.

Dalla precedente estate, il 36enne stava terminando di espiare con un braccialetto elettronico una condanna a 20 anni di reclusione inflittagli nel giugno 2000 per aver ucciso la sua ex compagna con diversi colpi di pistola, quando aveva soli 22 anni.

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SDA-ATS