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Claude D., il 39enne accusato di aver ucciso la 19enne Marie nel maggio 2013 a Payerne (VD), è stato condannato oggi all'ergastolo e all'internamento a vita, come chiesto dal pubblico ministero. Il Tribunale de la Broye ha pronunciato la pena più severa in Svizzera.

Il tribunale ha riconosciuto una schiacciante colpevolezza dell'imputato. "Non ci sono elementi a sua discolpa. L'accusato è pienamente responsabile dei suoi atti", ha detto oggi il presidente della corte.

L'uomo è ritenuto colpevole di assassinio, coazione sessuale, sequestro di persona e rapimento così come di gravi violazioni del codice stradale.

Marie, che intratteneva da poco una relazione con Claude D., venne da lui rapita il 13 maggio 2013.

L'uomo la costrinse con la forza a salire sulla sua automobile, la legò con del nastro adesivo e se ne andò. Nel corso della notte strangolò la giovane e abbandonò il suo corpo in un bosco di Torny-Le-Grand (FR), vicino a Payerne. Claude D. venne arrestato il giorno seguente a Vaulruz, nel canton Friburgo, dopo un inseguimento da parte della polizia.

Dall'estate precedente ai fatti l'uomo stava terminando di espiare con un braccialetto elettronico una condanna a 20 anni di reclusione inflittagli nel giugno 2000 per aver ucciso la sua ex compagna con diversi colpi di pistola, quando aveva soli 22 anni.

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SDA-ATS