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Il celebre diamante è stato venduto a Ginevra per 14,4 milioni di franchi

(sda-ats)

È stato venduto ieri sera all'asta da Christie's a Ginevra per 14,4 milioni di franchi il "Grand Mazarin", il più grande diamante del mondo, testimone di oltre 250 anni di storia francese. L'identità dell'acquirente non è stata rivelata dalla casa d'aste.

Il diamante è appartenuto a Luigi XIV, dono di nozze con l'infanta di Spagna Maria Teresa d'Asburgo da parte del suo padrino, il cardinale Mazzarino. Passò successivamente al nipote Luigi XV, a Napoleone I e ai nuovi Borbone, Luigi XVIII e Charles, per poi ricadere sulla testa (e sulla corona) di un nuovo imperatore, Napoleone III.

Ma il "Grand Mazarin" è stato anche il più mondano dei diamanti. Risplendeva su abiti lussuosi, da "grande soirée", ma anche sulle chiome abbigliate di imperatrici, regine e principesse. Maria -Teresa d'Austria, Maria Leczinska, Marie Antonietta, le imperatrici Joséphine, Maria Luisa e Eugenia.

Come ricorda il settimanale francese "Point de vue", il prezioso gioiello sembrava essere stato dimenticato. L'ultima apparizione risaliva, infatti, al 1962 durante un'esposizione al museo del Louvre ("Dix siècles de joaillerie française").

Esattamente 130 anni fa, poi, la III Repubblica aveva deciso di disfarsi di gran parte dei gioielli della corona durante un'asta che rimase alla storia. E racconta su "Point de vue" Vincent Meylan, scrittore esperto di gioielli e già autore di monografie su Boucheron, Van Cleef & Arpels, Chanel e Mellerio, la maison Bulgari: ''naturalmente come ogni pietra entrata nella leggenda anche il 'Grand Mazarin' ha ancora molto da disvelare''.

''È il 1661 - scrive sempre su 'Point de vue', Vincent Meylan-. La corte si è trasferita nel castello di Vincennes. Il cardinale Mazzarino ha scelto di morire tra le mura dell'antica residenza riabilitata dall'architetto Le Vau. Il cardinale non ha mai amato Parigi, legata alla Fronda, al periodo più buio della sua reggenza''. Sono mesi difficili per il cardinale. Mazzarino è stanco, malato, la vita gli scorre davanti. Mazzarino ricorda le lotte, le vittorie, le sconfitte, le umiliazioni subite, gli uomini e le donne che ha sacrificato al suo desiderio di potere, alla sua ansia di uomo di governo.

Sembra che nei giorni precedenti la morte, come raccontano le cronache, amasse passeggiare tra le stanze del castello, intento ad ammirare quadri, ritratti, dipinti, gioielli, la preziosa argenteria. E forse non è leggenda che un giorno il cardinale avesse esclamato, immalinconito, "e pensare che un giorno dovrò abbandonare tutto questo...".

Eppure Giulio Raimondo Mazzarino è sempre stato un uomo determinato e soprattutto concreto, non si è mai lasciato sopraffare dagli eventi. Decide di lasciare, allora, il suo immenso patrimonio, stimato intorno ai 35 milioni di euro, tra terre, immobili, quadri, gioielli, al giovane Luigi XIV, e solo una piccola parte ai nipoti Filippo e Ortensia.

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SDA-ATS