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Berna - Nella sala Perla del Lido stamani risate e applausi per il film in concorso "Potiche - Quel genio di mia moglie" di François Ozon con protagonisti un'elettrica Catherine Deneuve e uno straordinario Gérard Depardieu. Una commedia-commedia piena di brio e di evidente impianto teatrale in cui emergono tanti temi di quegli anni Settanta che sono vivi ancora oggi e che sarà nelle sale italiane distribuita da Bim.
Siamo infatti nel 1977 a Sainte-Gudule, in Francia settentrionale. Qui vive Robert Pujol (Fabrice Luchini), ricco e un po' buffo industriale che dirige con il suo brutto e dispotico carattere la sua fabbrica di ombrelli.
La vita sembra girargli intorno; amante-segretaria, una moglie, Suzanne, "bambolina" e fedele massaia che forse, tra l'altro, ha sposato solo per i soldi (è la figlia del proprietario della fabbrica).
In questo idillio di felicità alla Frank Capra qualcosa però si è rotto. Siamo pur sempre negli anni della contestazione. Così, quando gli operai entrano in sciopero e sequestrano il "capitalista" Robert - che non gli dà da anni né straordinari né tredicesima - la famiglia Pujol entra nel panico.
Nessuno avrebbe scommesso nulla che una come Suzanne, ovvero la "Potiche" del titolo (in francese è un termine dispregiativo che significa un soprammobile di poco valore, Ndr), possa prendere il posto del marito alla guida della fabbrica. Ma è quello che invece la donna farà rivelando una inaspettata competenza, capacità d'azione e, infine, anche un inedito passato trasgressivo. Dalla sua parte in questa trasformazione proto-femminista, Suzanne si ritroverà Babin (Depardieu) ex camionista e ora in politica dove approderà lei stessa con il suo fascino tutto populista.
François Ozon (Parigi, 1967) autore nel 2002 di Otto donne e un mistero, ha adattato in questo film l'omonima commedia di Barillet e Gredy attualizzandola negli anni Settanta.
Nel cast anche Karin Viard, Judith Godrèche e Jérémie Regnier.

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SDA-ATS