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Ennesimo scontro tra gli Usa e il Venezuela. Il dipartimento di Stato ha imposto ieri restrizioni ai visti per politici e militari di Caracas accusati di corruzione e repressione. Qualche ora prima il presidente Nicolas Maduro, erede di Hugo Chavez, aveva accusato il vicepresidente Joe Biden di essere alla guida di azioni "golpiste" contro il suo governo bolivariano, da sempre ai ferri corti con Washington e attualmente alle prese con una grave crisi economico-sociale in patria legata anche al crollo del prezzo del petrolio.

Le accuse di Maduro sono state bollate a stretto giro come "palesemente false" dal dipartimento di Stato, che ha invece giustificato il divieto d'ingresso imposto a figure legate al governo venezuelano e a loro familiari come "un chiaro messaggio". Rivolto a chi - stando alla "requisitoria" dell'amministrazione Usa - "compie abusi rispetto ai diritti umani e si arricchisce con la corruzione pubblica". Queste persone - ha tuonato la portavoce del dipartimento di Stato Jen Psaki - "non sono benvenute negli Stati Uniti".

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SDA-ATS