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Il leader dell'opposizione venezuelana Leopoldo Lopez è stato condannato a 13 anni e 9 mesi di carcere da un tribunale di Caracas, per i delitti di associazione a delinquere, incendio, danni alla proprietà pubblica e istigazione alla violenza di piazza.

Lopez è rinchiuso nel carcere militare di Ramo Verde, a nord di Caracas, dal 18 febbraio dell'anno scorso, quando si è consegnato alle autorità che lo ricercavano per gli incidenti scoppiati al termine di una manifestazione studentesca, svoltasi sei giorni prima nel centro della capitale venezuelana.

Secondo la tesi dell'accusa, riconosciuta dalla sentenza di oggi, Lopez è stato responsabile della violenza di piazza di quella giornata, durante la quale manifestanti dell'opposizione hanno affrontato la polizia, bruciato automobili ed attaccato la sede della Procura centrale di Caracas.

In un primo momento l'imputazione comprendeva anche l'accusa di omicidio, riferito alle tre persone - due manifestanti e un dirigente chavista - morte durante gli scontri, ma queste accuse sono state ritirate dopo che un'inchiesta giornalistica ha dimostrato che erano state uccise da agenti della polizia.

L'arresto e il processo di Lopez sono stati denunciati come arbitrari da organismi internazionali, come la Commissione Interamericana per i Diritti Umani e la Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Ong di difesa dei diritti umani come Amnesty International e Human Rights Watch e soggetti politici come il presidente americano Barack Obama e l'Europarlamento di Strasburgo.

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SDA-ATS