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Anche a Caracas continuano le manifestazioni

Keystone/EPA/MIGUEL GUTIÉRREZ

(sda-ats)

Cinque persone sono rimaste uccise ieri durante le proteste antigovernative nello stato di Barinas, in Venezuela.

Sale così a 57 il numero delle vittime dall'inizio delle manifestazioni contro il presidente Nicolas Maduro, ha reso noto su Twitter il deputato oppositore Freddy Superlano.

Era cominciata come un'altra giornata di protesta, ma la situazione è rapidamente degenerata ieri nello stato di Barinas. Dopo gli scontri fra manifestanti e polizia sono arrivati il caos, i saccheggi e la distruzione di un vero simbolo del potere "bolivariano": la casa natale di Hugo Chavez.

Mentre a Caracas si ripeteva il copione delle proteste che si susseguono da oltre 50 giorni - un corteo di protesta, questa volta di medici, bloccato e caricato dalle forze dell'ordine - a Barinas la situazione ha preso una brutta piega già dal mattino.

La violenza si è concentrata inizialmente nella capitale omonima dello stato: mentre la Guardia Nazionale cercava di disperdere i manifestanti nella zona di Los Pozones, è stato ucciso Yorman Bervecio (18 anni), raggiunto da uno sparo di arma da fuoco al torace. La notizia della sua morte si è sparsa rapidamente, e la protesta è diventata più violenta.

Mentre i manifestanti facevano retrocedere le forze dell'ordine, gruppi di incappucciati hanno attaccato e incendiato la sede locale del partito di governo (Psuv), un ufficio della polizia e la sede del Consiglio Nazionale Elettorale (Cne).

Gli stessi gruppi hanno poi saccheggiato almeno una decina di negozi in un centro commerciale, e durante questi attacchi è morto John Alberto Quintero (19 anni) in circostanze ancora non stabilite. La violenza ha rapidamente dilagato in tutto lo stato, raggiungendo così Sabaneta, la città natale di Chavez.

Secondo il quotidiano El Nacional "più di un centinaio di persone sono rimaste ferite da pallottole e oggetti contundenti" durante la giornata.

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SDA-ATS