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Ortega Diaz (foto d'archivio)

Keystone/EPA EFE/MIGUEL GUTIERREZ

(sda-ats)

L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (Unhchr), ha espresso oggi la sua "profonda preoccupazione" per le azioni intraprese dal Tribunale Supremo di Giustizia (Tsg) contro la Procuratrice Generale, Luisa Ortega Diaz.

L'Unhchr si dice anche inquieto per "la violenza continua" che caratterizza la situazione attuale in Venezuela.

Il portavoce dell'Unhchr, Rupert Colville, ha detto che "dal marzo scorso, la Procuratrice di Caracas ha fatto passi importanti per difendere i diritti umani, documentando i morti nelle manifestazioni e insistendo sulla necessità di processi giusti e l'importanza della separazione dei poteri dello Stato".

Secondo il portavoce Onu, le decisioni del Tsg - che ha bloccato i beni di Ortega Diaz e gli ha proibito di lasciare il paese, autorizzando i primi passi per la sua rimozione - "sembrano prese per privare il suo organismo del suo mandato costituzionale, e comprometterne l'indipendenza".

Colville ha criticato anche l'annullamento da parte dell'alta corte di Caracas del vice di Ortega Diaz, effettuato dalla Procuratrice stessa, sottolineando che tale decisione "è una violazione del processo di designazione previsto dalla legislazione venezuelana".

Il portavoce ha rinnovato l'appello a tutte le parti in Venezuela perché "rinuncino alla violenza e agli attacchi contro i rivali", segnalando che "le forze di sicurezza hanno organizzato retate dentro palazzi residenziali, con perquisizioni senza alcun mandato giudiziario", arrestando persone "con lo scopo apparente di dissuadere la cittadinanza dal partecipare a manifestazioni" che sono invece legittime e garantite dalla Costituzione.

SDA-ATS