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La polizia venezuelana spara sulla folla che protesta a Caracas. Un 17enne è morto.

Keystone/EPA/MIGUEL GUTIERREZ

(sda-ats)

Le forze di sicurezza venezuelane ieri hanno impedito lo svolgimento di una ennesima protesta contro il governo a Caracas con particolare brutalità: un manifestante 17enne è stato ucciso.

L'obiettivo della manifestazione di era quello di protestare contro la riforma costituzionale lanciata da Nicolas Maduro - e respinta dall'opposizione come antidemocratica - con cortei che dovevano raggiungere la sede centrale del Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) da diversi punti della capitale.

Come al solito, però, i manifestanti si sono visti impedire il passaggio da unità antisommossa della polizia e della Guardia Nazionale e la protesta è degenerata in scontri violenti, soprattutto sulla Avenida Francisco de Miranda, una delle principali arterie di Caracas.

Oltre al 17enne ucciso da una granata di gas lacrimogeni sparatagli al torace e da distanza ravvicinata, sono state diffuse immagini di agenti mentre trascinano manifestanti con le loro moto dopo averli agguantati, aggrediscono donne disarmate o feriscono un giovane con uno sparo di pallettoni in faccia.

"Non so come fa questa gente a dormire la notte, che coscienza hanno" ha detto il deputato oppositore Miguel Pizarro, in lacrime, intervistato vicino al luogo dove è stato ucciso il giovane manifestante, e ha aggiunto "l'unico modo di rendere omaggio ai caduti è di andare avanti con la lotta".

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SDA-ATS