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Un uomo arrestato nell'aprile del 2014 dalla polizia venezuelana ed accusato di essere uno dei promotori dell'ondata di proteste antigovernative che hanno scosso il paese l'anno scorso è stato trovato morto nella cella in cui era rinchiuso, nella sede centrale del Servizio bolivariano di intelligence (Sebin). Rodolfo Gonzalez, detto El Aviador perché era un pilota d'aereo, si sarebbe suicidato nella sua cella dopo essere stato informato che sarebbe stato spostato nel carcere di Yare, uno dei più pericolosi del paese.

Lisette Gonzalez, figlia del detenuto, ha confermato su Twitter la notizia della morte del padre, aggiungendo che "è vero che gli avevano annunciato lo spostamento (dalla sede dei servizi alla famigerata prigione Yare) per domani mattina: abbiamo parlato al telefono ieri sera alle 9". Sulle cause della morte, secondo la famiglia, resta però "tutto incerto".

Gonzalez, 63 anni, era stato imputato dal potere chavista di associazione per delinquere, possesso di esplosivi e traffico di armi da fuoco. Il 29 aprile dell'anno scorso il presidente Nicolas Maduro aveva annunciato il suo arresto in un discorso televisivo, descrivendolo come "uno dei cervelli dell'insurrezione" contro il suo governo.

L'opposizione antichavista e gruppi di difesa dei diritti umani, come il Foro Penale Venezuelano, consideravano invece Gonzalez come un prigioniero politico e sostenevano che era stato arrestato senza alcuna prove di reati concreti e in base a una denuncia anonima. Attendeva da quasi un anno di essere processato.

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SDA-ATS