Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

"La Chiesa è molto preoccupata per il destino del Paese" che rischia di scivolare verso "la dittatura" a causa del "golpe di Stato giudiziario" e la "forte repressione contro ogni forma di manifestazione e dissenso". Lo dicono i vescovi del Venezuela.

A parlare in un'intervista all'agenzia religiosa italiana Sir è mons. Diego Padron Sanchez, arcivescovo di Cumanà e presidente della Conferenza episcopale del Venezuela, commentando gli scontri in corso in questi giorni in tutto il Venezuela, con 5 vittime, decine di feriti e centinaia di persone arrestate.

"Tutti coloro che non sono d'accordo con il sistema sono perseguitati, incarcerati, rischiano di morire - racconta da Cumanà

L'arcivescovo è convinto che il governo abbia "i mezzi per mantenersi al potere per molto tempo" e "non ha intenzione di aprire la strada elettorale. Però ogni giorno aumenta la consapevolezza e la partecipazione della popolazione. La società civile sta prendendo delle contromisure e si sta organizzando per partecipare più attivamente".

A suo avviso la strada è la "la pressione internazionale su un governo che si è trasformato in una dittatura e l'appoggio al popolo, in modo che la pressione esterna sia in sintonia con la resistenza e l'atteggiamento interno di rifiuto di queste modalità di governo".

Il presidente della Conferenza episcopale dice che il Papa e la Santa Sede "sono costantemente informati" e "preoccupati": ma "in questo momento non ci sono le condizioni per aprire un nuovo tavolo di dialogo come è stato tentato lo scorso anno".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS