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I Verdi svizzeri hanno depositato stamane alla Cancelleria federale oltre 105'000 firme per la loro iniziativa "Per derrate alimentari sane, prodotte nel rispetto dell'ambiente e in modo equo (Iniziativa per alimenti equi)".

Per la riuscita del testo ne sono necessarie 100'000.

L'iniziativa chiede che gli alimenti di tutti i giorni provengano da un'agricoltura vicina alla natura e rispettosa degli animali, e che siano prodotti in condizioni di lavoro eque. L'obiettivo della modifica costituzionale, se fosse accettata in votazione, è il miglioramento degli standard di qualità delle derrate alimentari importate e la promozione degli alimenti locali.

Gli ecologisti vorrebbero in particolare che ai generi alimentari e ai foraggi importati fossero applicati gli stessi livelli qualitativi, ambientali e di protezione degli animali validi in Svizzera. "Attualmente v'è una schizofrenia tra le condizioni richieste ai prodotti locali e quelle fissate per le derrate importate", ha sottolineato ai media la co-presidente dei Verdi Adèle Thorens.

Per gli ecologisti svizzeri è necessario offrire ai consumatori prodotti alimentari sicuri e sani, evitando inutili trasporti e nel rispetto delle esigenze minime in materia ecologica e sociale, indipendentemente dal luogo di produzione.

L'iniziativa popolare ha beneficiato di un largo sostegno, segnatamente da parte dell'organizzazione agricola "Kleinbauern", dalla Protezione svizzera degli animali, da Swissaid e da associazioni di protezione dei consumatori, si è rallegrata Adèle Thorens. Il testo è stato sostenuto anche dal movimento "Slow food" e dall'alleanza "Stop OGM".

Il commercio equo conosce un successo in Svizzera sin dal suo lancio negli anni 1990, ha rilevato dal canto suo la direttrice di Swissaid Caroline Morel. Il comitato di iniziativa ritiene che il testo sia "la sola risposta concreta contro i nuovi accordi di libero scambio con gli USA (TTIP et TISA)", che metteranno sotto pressione le norme di produzione nazionali e internazionali.

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SDA-ATS