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Il presidente dimissionario Martin Bäumle

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

Il Partito dei Verdi liberali (PVL) compie dieci anni e nella sua breve storia ha conosciuto momenti di grande successo per poi perdere quota in occasione delle elezioni federali del 2015, quando la sua rappresentanza parlamentare è risultata praticamente dimezzata.

Sotto la direzione del nuovo presidente designato Jürg Grossen, il partito dovrà ora profilarsi puntando su nuovi temi, se vuole garantirsi buoni risultati anche in futuro.

Nato da una scissione dopo una disputa sorta all'interno della sezione zurighese dei Verdi, il PVL locale ottiene subito dieci seggi nelle elezioni del 2004 per il rinnovo del parlamento cantonale. Tre anni dopo il partito si presenta sul palcoscenico nazionale e la formula "verde e liberale" attira subito molti intellettuali per i quali il PS si posizionava troppo a sinistra, mentre PLR e PPD risultavano troppo poco sensibili ai temi dell'ecologia.

Favorito dall'effetto Fukushima e abituato a veleggiare da un successo elettorale all'altro, il PVL continua a crescere sino alla fine del 2014, grazie anche all'impegno del suo presidente Martin Bäumle, che proprio quell'anno viene colpito da un infarto. Nel 2015 comincia la parabola discendente, in particolare in primavera quando il popolo boccia sonoramente, con una proporzione storica del 92%, l'iniziativa degli ecoliberali denominata "Imposta sull'energia invece dell'IVA".

Seguono cali di consensi nelle elezioni cantonali di Basilea Campagna e Zurigo per poi giungere alle elezioni federali di ottobre, quando il PLV perde cinque dei suoi dodici seggi in Consiglio nazionale, rimanendo peraltro escluso dalla Camera alta. Per gli osservatori il partito paga il prezzo di una strategia sbagliata, che si concentra eccessivamente sui temi ecologici. Invece di Fukushima in quel momento sono improvvisamente i rifugiati e la crisi dell'euro a fare i titoli delle prime pagine dei giornali.

I Verdi liberali in questi dieci anni si sono affermati in particolare nella Svizzera tedesca e attualmente sono presenti in 16 parlamenti cantonali. Sul piano politico il partito è riuscito a rafforzare il rapporto tra economia e ambiente: sui temi ecologici il PVL forma coalizioni con la sinistra, ma in fatto di economia si posiziona chiaramente con i partiti di centro destra. Spesso costituisce l'ago della bilancia, un ruolo che si è però ridimensionato dopo lo spostamento a destra del parlamento nel 2015.

All'inizio di quest'anno i Verdi liberali sono partiti all'offensiva nell'intento di affilare il proprio profilo e di evitare di fare la fine di altre piccole formazioni che sono nel frattempo scomparse dalla scena. Fallito nel frattempo è il tentativo di creare un "Nuovo Centro" assieme a PPD e PBD: i partner infatti non sono riusciti a raggiungere un'intesa sulla linea da portare avanti.

Un momento di cesura per gli ecoliberali è costituito nell'anno del decimo anniversario dal cambio della guardia alla presidenza: Bäumle il 19 maggio ha annunciato le dimissioni e la carica, secondo le intenzioni della direzione, dovrebbe andare a Jürg Grossen, consigliere nazionale bernese di 48 anni e unico candidato ufficiale in lizza. L'ultima parola spetterà, a fine agosto, ai delegati.

SDA-ATS