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BERNA - Il Comitato del patrimonio mondiale dell'UNESCO ha approvato l'ampliamento su territorio italiano del sito del Monte San Giorgio. Il versante svizzero di questo bene è stato inserito nella Lista del patrimonio nel 2003.
Oltre alla sua eccezionale testimonianza della vita marina del Triassico, il San Giorgio costituisce il punto di riferimento principale per le future scoperte di fossili marini risalenti a quel periodo geologico.
Il Comitato del patrimonio mondiale aveva espresso nel 2003 l'auspicio che il sito venisse allargato a tutta la zona interessata dai fossili, vale a dire anche su territorio italiano. Nel febbraio 2009, il Governo italiano e quello svizzero hanno depositato una nuova candidatura, che poneva l'accento sulla partecipazione delle autorità locali. Il Comitato del patrimonio mondiale ha ora accolto tale richiesta.
Questo successo è il frutto di un lavoro esemplare di coordinamento transnazionale nella gestione del Monte San Giorgio, che ha portato al riconoscimento del secondo sito transfrontaliero alpino nell'ambito del Patrimonio mondiale.
Nel 2008, era infatti già stata iscritta la tratta tra Thusis (Svizzera) e Tirano (Italia) della ferrovia retica, che fa parte del paesaggio culturale dell'Albula/Bernina. Nella regione insubrica, la collaborazione ha coinvolto tutti i livelli: le autorità locali che hanno pianificato una gestione congiunta mediante un sistema che unisce i Comuni svizzeri (rappresentati nella Fondazione Monte San Giorgio) e quelli italiani, la Provincia di Varese, la Regione Lombardia, il Canton Ticino e i due Stati, che hanno siglato un protocollo d'intesa per la gestione comune del sito.

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SDA-ATS