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Dopo una prima giornata dove il tavolo del Consiglio Ue è stato travolto dalla bufera Datagate, oggi a tenere banco è l'immigrazione. Un tema spinoso, fortemente sostenuto dall'Italia dopo la tragedia di Lampedusa per cui il premier Enrico Letta ha più volte detto di essere determinato nel chiedere una risposta comune dell'Europa all'insegna della condivisione e della solidarietà.

Una posizione che sembra essere passata con i 28 che oggi, nelle bozze di conclusioni, dovrebbero mettere nero bianco che il problema è una questione da affrontare sotto il segno della solidarietà e di una "equa ripartizione delle responsabilità". E, ancora, che la task force ad hoc dovrà identificare, in una sorta di road map, azioni concrete in vista del consiglio interni e del vertice a 28 di dicembre.

Sul fronte datagate che ha stravolto ieri l'agenda fatta di Unione bancaria e agenda digitale, i leader faticano a trovare risposte comuni. Tutti d'accordo nel chiedere spiegazioni agli Usa ma solo Francia e Germania pronte all'azione, in un'iniziativa "aperta a tutti i paesi interessati". Per cercare entro l'anno con Washington un codice dello spionaggio. All'iniziativa, a parole si uniscono tutti, compresa Londra.

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SDA-ATS