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"Il denaro è al servizio dell'uomo, e non l'uomo schiavo del denaro": lo afferma, a nome della conferenza episcopale svizzera, il vescovo di San Gallo Markus Büchel in un messaggio trasmesso in internet in occasione dell'imminente festività del Primo Agosto.

"Il denaro non è fatto per moltiplicarsi da se stesso. Esso non è fine a se stesso. Se il mondo finanziario vive per se stesso, perde la sua ragion d'essere. Chi investe e guadagna, non badando all'infelicità del prossimo, agisce in modo decisamente irresponsabile", afferma il vescovo.

In larga misura, si legge ancora sul sito dei vescovi, "i mercati finanziari internazionali conducono un'esistenza propria, scissa dalle necessità dell'economia reale, che è a stento controllabile". "Dobbiamo trovare urgentemente mezzi e vie per raddrizzare questo pericoloso squilibrio".

"Non bisogna cadere nella tentazione di vivere costantemente al disopra delle proprie possibilità: chi lo fa cade in un malsano circolo vizioso di debiti". "Accontentarsi del necessario è un'arte che dobbiamo riscoprire nei nostri paesi altamente industrializzati. Chi possiede quest'arte saprà riscoprire altre ricchezze."

"Ammetto che la mia fiducia nel sistema finanziario ed economico è scalfita. Come me, afferma il vescovo, sono in molti ad esserne preoccupati".

L'attacco dei vescovi nei confronti del sistema finanziario non è piaciuto a molti politici. Tra questi il consigliere nazionale UDC Christoph Mörgeli (ZH): "i teologi non capiscono molto di questioni economiche e farebbero meglio a non intromettersi", ha detto il parlamentare in dichiarazioni pubblicate oggi dal "Blick".

Di parere completamente opposto, il consigliere nazionale dei Verdi Daniel Vischer (ZH): "siamo arrivati a un punto in cui è necessario un cambiamento di paradigma".

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SDA-ATS