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Vessazioni recluta ticinese: prime sanzioni

Un filmato in cui alcuni militari lanciano oggetti su un collega ha attivato la settimana scorsa la Giustizia militare. Ora arrivano le prime sanzioni. Immagine d'archivio.

KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

Un filmato in cui alcuni militari lanciano oggetti su un collega ha attivato la settimana scorsa la Giustizia militare. Ora arrivano le prime sanzioni.

Secondo il portavoce dell'Esercito Stefan Hofer, che ha confermato oggi a Keystone-ATS informazioni del portale Nau.ch, è stata decisa l'incarcerazione per cinque giorni, anche se non è stato specificato contro chi.

Procedimenti sono ancora in corso, sia per quel che riguarda la Giustizia militare, sia dal punto di vista puramente disciplinare. Proprio tramite quest'ultima parte della procedura il comandante ha deciso la sanzione.

Un servizio mandato in onda dal "Quotidiano" della RSI mostrava un video consegnato dal padre della vittima: il bersaglio era una recluta ticinese. Il ragazzo sarebbe stato colpito su ordine superiore da militi svizzerotedeschi con noci e sassi. Secondo il padre, non sarebbe l'unico caso di vessazioni subite dal figlio e da altre due reclute ticinesi della stessa unità.

Il caso, subito ripreso dai media ticinesi e nazionali, era già noto alla Giustizia militare prima che fosse pubblicato dalla stampa. La scena si è verificata il 14 settembre a Emmen (LU) nella scuola reclute della Formazione d'addestramento della difesa contraerea 33 (FOA DCA 33).

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