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Vicenda Gheddafi: "Tribune de Genève", no a scuse per foto Hannibal

BERNA - La "Tribune de Genève" non intende né scusarsi per la pubblicazione delle foto segnaletiche di Hannibal Gheddafi scattate dalla polizia immediatamente dopo il suo arresto, né rivelare il nome di chi ha passato le immagini al quotidiano. Lo ha indicato il caporedattore Pierre Ruetschi che in un'intervista pubblicata oggi da "Le Temps" giudica legittimo l'operato del giornale.
Secondo Ruetschi con la pubblicazione - nel settembre 2009 - delle foto la "Tribune de Genève" ha voluto spiegare ai lettori come tutti i protagonisti della vicenda fossero stati umiliati: i dipendenti che hanno sporto denuncia per maltrattamenti, il consigliere federale Hans-Rudolf Merz e lo stesso Hannibal Gheddafi. A quanto sembra però quest'ultimo non ha apprezzato di essere stato presentato sul giornale come un criminale comune.
Ma le scuse non sono opportune, ha affermato il caporedattore, aggiungendo di essere dispiaciuto se la pubblicazione ha in qualunque modo ritardato o reso più difficile trovare una soluzione del caso. A suo avviso però questo episodio ha più il carattere di un pretesto che di un elemento decisivo nell'ambito del braccio di ferro fra Svizzera e Libia.
Finora nessuno ha inoltre chiesto al giornale di rivelare la sua fonte: stando a Ruetschi in questo tipo di casi il giornalista avrebbe diritto a non rispondere. L'inchiesta avviata dalle autorità sulla fuga di informazioni intanto prosegue.

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