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BERNA - Hans-Rudolf Merz, molto contestato lo scorso anno nel caso dei due ostaggi svizzere in Libia, mette in dubbio la reale volontà di Tripoli di risolvere la crisi. Il consigliere federale ha detto che la Confederazione è costantemente costretta a cambiare strategia in questa vicenda.
Dopo il fallimento della missione in Libia lo scorso mese di agosto, quando Merz era presidente della Confederazione, il caso si è ulteriormente complicato, afferma il consigliere federale in un'intervista pubblicata oggi dalla "Tribune de Genève" e dal "24 Heures". "Negoziazione e fermezza, abbiamo provato di tutto. Non so quale sia la soluzione migliore", ha ammesso.
Merz ha poi aggiunto di non aspettarsi niente dalle autorità del canton Ginevra: "Sarebbe troppo tardi adesso". "Dobbiamo continuare a negoziare con la Libia. E sperare che Ginevra ci lasci lavorare in pace. Questo è attualmente il caso", ha detto il consigliere federale.
Esprimendosi sulle scuse presentate la scorsa estate per l'arresto della coppia Gheddafi a Ginevra, Merz ha ribadito di essere convinto che ciò andava fatto. "Fin dall'inizio era chiaro che ci si sarebbe dovuti scusare, e Micheline Calmy-Rey lo sa", ha aggiunto.

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SDA-ATS