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Dopo i 120 milioni di dollari di un anno fa, altri 70 milioni saranno sbloccati a favore dei danneggiati in Brasile per la vicenda Petrobras, lo scandalo di ampia corruzione che coinvolge il colosso del petrolio.

Oggi a Berna ne hanno discusso i procuratori generali della Confederazione e del Brasile, rende noto un comunicato del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), al termine del colloquio tra il procuratore Michael Lauber e il suo omologo brasiliano Rodrigo Janot.

Lo scandalo Petrobras, la compagnia petrolifera nazionale, prende le mosse dalle rivelazioni di alcuni ex manager, che hanno ammesso di aver collaborato con politici per ricevere tangenti da "contractor" del settore privato in cambio di affari. Agli inizi di marzo 2015 la Corte Suprema del Brasile ha dato il via libera alle indagini su oltre 50 politici, inclusi i presidenti di Camera e Senato.

Per accelerare i procedimenti da parte delle autorità di perseguimento penale coinvolte, i due procuratori hanno anche discusso della costituzione di un organo investigativo comune e ribadito la loro volontà di "portare avanti la positiva collaborazione instauratasi tra le due autorità".

A tutt'oggi l'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) ha segnalato al Ministero pubblico circa 340 relazioni bancarie sospette in rapporto con il caso di corruzione internazionale che ha coinvolto la società brasiliana.

Sulla base di tali segnalazioni, da aprile 2014 il MPC ha avviato una sessantina di inchieste penali per sospetto riciclaggio aggravato di denaro e in numerosi casi per sospetta corruzione di pubblici ufficiali stranieri. In tale contesto, ha ordinato la produzione in giudizio di documenti riguardanti complessivamente un migliaio di conti presso oltre 40 istituti bancari.

Date le proporzioni della vicenda - scrive il MPC - le necessarie inchieste sono condotte da una "task force" formata da diversi specialisti della Procura, con l'appoggio di fedpol. Le autorità brasiliane hanno assunto il perseguimento di due inchieste avviate dal MPC, già sfociate in atti d'accusa. Altre seguiranno.

In Svizzera, la sessantina di inchieste avviate hanno portato al sequestro di un importo complessivo di circa 800 milioni di dollari, 120 dei quali già dissequestrati di comune accordo con i titolari dei conti nella primavera del 2015 e trasferiti in Brasile a favore dei danneggiati.

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SDA-ATS