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Tariffe stradali calcolate in base al consumo effettivo e non una semplice tassa forfettaria per tutti: è questo il principio che dovrebbe regolare il finanziamento dell'infrastruttura stradale in Svizzera. Per questo motivo Verdi, Verdi liberali (PLV) e Associazione traffico e ambiente (ATA) sono contrari a un aumento generalizzato del prezzo della vignetta autostradale a 100 franchi.

Rappresentanti dei due partiti e dell'associazione ambientalista hanno illustrato in una conferenza stampa oggi a Berna le loro motivazioni, sottolineando che molti - tra cui purtroppo anche numerosi ecologisti - propendono per il "sì" all'oggetto in votazione il prossimo 24 novembre sulla base di un ragionamento troppo semplicistico: "se l'automobile diventa più cara molti opteranno per i mezzi pubblici".

In realtà il tema è molto più complesso. L'aumento del prezzo bloccherebbe la discussione - sostenuta ampiamente da Verdi e PLV - sull'introduzione di un sistema di pagamento della mobilità ("mobility pricing") legato ai chilometri percorsi, all'inquinamento provocato e alla fascia oraria scelta per circolare. Inoltre esso metterebbe a disposizione finanziamenti per progetti che gli ambienti ecologisti non sostengono, a partire da una seconda canna al San Gottardo.

Respingendo l'oggetto in votazione si bloccherebbe l'integrazione nella rete delle strade nazionali di circa 400 chilometri di strade cantonali - tra le quali la Bellinzona-Locarno e la strada del passo del Giulia (Julierpass/GR). "In questo modo il finanziamento stradale potrà essere riconsiderato rispettando il principio di chi inquina paga", ha sottolineato il consigliere nazionale Bastien Girod (Verdi/ZH): "in questo caso saranno i cantoni, e quindi il popolo stesso, a decidere quali strade vogliano davvero".

La soluzione al problema viario elvetico non sta nell'aumentare il prezzo del contrassegno autostradale, ha dal canto suo rilevato il consigliere nazionale Jürg Grossen (PLV/BE): meglio limitare la circolazione ricorrendo a soluzioni alternative, quali l'home office, oppure con luoghi di lavoro o attività nel tempo libero decentralizzate. A livello di pianificazione bisognerà puntare sulla vicinanza tra le realtà lavorative, abitative e ludiche, in modo da limitare i chilometri percorsi.

Secondo la consigliera nazionale Adèle Thorens (Verdi/VD), il principio stesso di una tassazione forfettaria è un'aberrazione economica e ambientale. I Verdi, ha ricordato, sollecitano da anni l'applicazione del principio della causalità nel settore dei trasporti. Finalmente questo principio liberale fondamentale inizia ad essere compreso, prova ne è che anche Avenir suisse - il "think tank" dell'economia - punta ora sul principio del "mobility pricing".

Verdi e PLV sono assolutamente contrari al fatto che il popolo venga messo di fronte a due uniche opzioni: lo statu quo di 40 franchi oppure un aumento del 150% a 100 franchi. A loro modo di vedere la soluzione ideale sarebbe stata quella di una vignetta da 70 - o al limite da 80 - franchi che avrebbe consentito di ottenere i fondi necessari alla manutenzione delle strade nazionali o alla realizzazione di progetti approvati dal popolo. Non sarebbe per contro avanzato denaro da investire in altri progetti contrastati o addirittura bocciati in votazione. Non hanno tuttavia avuto alcuna possibilità in Parlamento: la pressione esercitata dal Consiglio degli Stati in favore della proposta governativa è stata infatti troppo forte, ha sottolineato Grossen.

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SDA-ATS