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È in aumento la violenza perpetrata contro le persone anziane: lo rileva il Centro indipendente di reclamo per la terza età (Unabhängige Beschwerdestelle für das Alter, UBA), che in questo campo l'anno scorso è intervenuto 300 volte per aiutare vecchi in difficoltà.

In 203 casi era interessato personale di case per anziani, mentre 114 episodi avevano come sfondo l'ambito domestico o comunque privato. All'origine dei conflitti vi erano motivi finanziari (47%), violenza psichica (25%) e attacchi fisici (12%).

Gli episodi concreti vanno dalla madre che viene trascurata dal figlio al padre che viene rinchiuso in casa, passando dal personale di una casa di cura che maltratta o deruba un ospite.

Il numero di questi casi è nettamente aumentato negli ultimi anni, ha spiegato all'ATS il direttore di UBA Bertino Somaini. Ciò potrebbe essere spiegato con il fatto che l'offerta dell'UBA è sempre più conosciuta, ma secondo Somaini la crescita è anche reale.

Uno dei motivi alla base di questa evoluzione è il fatto che, semplicemente, il numero degli anziani in Svizzera è in costante aumento e sempre più vecchi vivono a lungo nelle loro abitazioni, ciò che spesso mette in difficoltà chi li accudisce. Il direttore dell'UBA sottolinea inoltre che molte vittime non osano mettersi in contatto con l'organizzazione o con la polizia: a suo avviso il numero degli episodi non segnalati è perciò enorme.

Per far luce su questi aspetti si sta muovendo anche la politica. Alla fine del 2010 la consigliera nazionale Bea Heim (PS/SO) ha inoltrato una mozione che invita il governo a presentare un rapporto sul tema.

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SDA-ATS