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Vittime misure coercitive, ecco i primi versamenti

Il fondo di aiuto immediato per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale effettua i suoi primi versamenti in questi giorni. Finora 350 persone che si trovano in situazione precaria hanno depositato una domanda di sostegno.

In seguito a valutazione, le prime richieste sono state giudicate conformi ai criteri di attribuzione, ha detto oggi all'ats il delegato per le vittime di misure coercitive Luzius Mäder, confermando una recente informazione del quotidiano "Berner Zeitung". Gli aventi diritto ricevono tra i 4000 e i 12'000 franchi. Il contributo dipende dalla situazione finanziaria e dai bisogni concreti degli interessati, precisa Mäder.

Il budget complessivo a disposizione del fondo d'aiuto immediato dovrebbe essere di circa 7 - 8 milioni di franchi, ma la somma esatta non può essere ancora precisata: alcuni versamenti attendono ancora l'avvallo delle autorità competenti. Il fondo è gestito dalla Catena della solidarietà.

L'aiuto finanziario immediato è destinato a persone la cui integrità personale è stata violata in seguito a una misura coercitiva a scopo assistenziale disposta o eseguita prima del 1981 e che oggi vivono in ristrettezze economiche. Tale aiuto non è un indennizzo per il torto subito, ma un gesto di solidarietà nei confronti delle persone che si trovano in condizioni di particolare bisogno. Si tratta di una soluzione provvisoria in attesa dell'istituzione di una base legale per la concessione di prestazioni a tutte le vittime.

La tavola rotonda, istituita sotto l'egida della Confederazione, ha proposto all'inizio di luglio di abbinare un contributo di solidarietà unico a versamenti mensili corrisposti insieme alla rendita AVS. Parallelamente è stata lanciata un'iniziativa popolare che chiede la creazione di un fondo di 500 milioni di franchi a favore delle circa 20'000 vittime di "questo capitolo oscuro della storia elvetica".

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