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È in corso a Wolfsburg, in una sede mantenuta segreta, la riunione del presidio del Consiglio di sorveglianza della Volkswagen. L'ad Martin Winterkorn dovrà rispondere sullo scandalo dei dati falsati sui modelli diesel, per aggirare le leggi antismog negli Usa.

Ieri la casa automobilistica ha fatto sapere che sono state truccate fino a 11 milioni di auto. Winterkorn ha nuovamente chiesto scusa, ma ha fatto capire di voler restare al suo posto.

Alla riunione odierna partecipa solo il cosiddetto presidio, un gruppo ristretto di membri del consiglio, fra cui il presidente ad interim Berthold Huber, il ministro-presidente della Bassa Sassonia Stephan Weil, il rappresentante dei grandi azionisti Wolfgang Porsche e il capo del consiglio di fabbrica Bernd Osterloh, con il suo braccio destro Stefan Wolf.

Nel corso dei lavori li ha raggiunti Winterkorn. Venerdì prossimo l'ad avrebbe dovuto vedere ufficializzata la proroga per due anni del suo mandato: che questa venga adesso confermata è incerto.

Intanto l'associazione dei costruttori europei di auto (Acea) ha fatto sapere che, alla luce delle ultime notizie sui test che riguardano le emissioni, riconosce "la gravità della situazione e la sta prendendo molto seriamente. Tuttavia non possiamo commentare un fatto che riguarda una singola compagnia. Non c'è nessuna evidenza che sia un problema largamente diffuso".

Da parte sua il governo di Berlino ha replicato alle accuse secondo cui sapesse delle manipolazioni dei dati antismog. "Le accuse sono false e inopportune", ha affermato il ministro dei Trasporti Alexander Dobrindt, "ho appreso delle manipolazioni lo scorso week-end dalla stampa".

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SDA-ATS