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Basta con l'esplosione dei premi malattia, con la discriminazione delle persone anziane o malate, con le telefonate snervanti di chi vuole farvi cambiare cassa o sottoscrivere una nuova polizza assicurativa.

Per porre fine a questa situazione e riportare sotto controllo i costi della salute, l'unica soluzione è una cassa malattia pubblica unica per tutti, ha dichiarato oggi a Berna il comitato a favore dell'iniziativa popolare in votazione il prossimo 28 di settembre.

L'iniziativa - lanciata da PS, Verdi, organizzazioni dei consumatori e pazienti - chiede che l'assicurazione sociale contro le malattie (assicurazione di base) venga esercitata da un unico istituto nazionale, in cui sarebbero rappresentati Confederazione, Cantoni, assicurati e fornitori di prestazioni. Ogni cantone disporrebbe della propria agenzia.

Per il comitato favorevole, è ora di farla finita con la pseudo concorrenza attuale tra gli assicuratori malattia, tutti protesi alla caccia dei "buoni rischi" e poco preoccupanti invece della salute dei pazienti.

Per la consigliera nazionale Marina Carobbio (PS/TI), una cassa unica faciliterebbe il lavoro dei medici e degli ospedali, che avrebbero un unico interlocutore, ossia la cassa unica, invece delle decine di attori attuali. Oltre ad un risparmio burocratico, ha spiegato la vice presidente del PS, si risparmierebbero mezzi ora destinati alla pubblicità e si porrebbe termine alla discriminazione dei malati cronici.

Rispondendo agli avversari dell'iniziativa che temono l'introduzione di premi unici per tutti, Carobbio Guscetti ha negato che con la cassa pubblica non sarebbero più possibili ribassi per bambini e altre modelli assicurativi. I premi verrebbero fissati a livello cantonale, affinché si possa tenere conto della particolare organizzazione sanitaria di ogni di essi.

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SDA-ATS