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Votazioni: due sì e tre no nel fine settimana in Svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 marzo 2012 - 17:27
(Keystone-ATS)

Il popolo svizzero dice basta alla proliferazione di case di vacanza, non vuole prezzi dei libri calati dall'alto, rinuncia ad avere più vacanze, ritiene inopportune le agevolazioni fiscali per l'accesso alla casa propria e opta per lo status quo in materia di giochi in denaro: questo, in estrema sintesi, il risultato delle odierne votazioni federali.

Il voto meno scontato è stato quello relativo all'iniziativa sulle residenze secondarie, che ha tenuto a lungo con il fiato sospeso e ha mostrato un paese diviso praticamente a metà sul tema. Alla fine ha prevalso il sì: di misura per quanto riguardo il popolo (51%) ma con più convinzione per cantoni (13,5 contro 9,5). Nei Grigioni e in Ticino, regioni in cui in cui le ripercussioni economiche negative potrebbero essere importanti, la percentuale di favorevoli - rispettivamente il 43% e 46% - non è stata trascurabile.

Più chiaro è stato il responso riguardo alla legge federale sul prezzo fisso dei libri, respinta dal 56% della popolazione. Si è creato un classico "Röstigraben", con un sostegno massiccio in Romandia (il sì ha toccato punte del 71% nel Giura e del 67% a Ginevra) e un'opposizione - fino al 73% di Uri - nella Svizzera tedesca. Il Ticino, che non ha mai avuto prezzi fissi, si è schierato di misura per il no (53%). Sulla stessa linea anche i Grigioni (56%).

Come previsto dai sondaggi l'iniziativa "6 settimane di vacanza per tutti" è stata respinta in modo assai deciso: hanno detto no il 66% dei votanti e tutti i cantoni. Il sostegno maggiore è stato raccolto nei cantoni di Giura (49%), Ginevra (47%) e Ticino (46%), mentre l'opposizione più forte è giunta dai piccoli cantoni come Appenzello Interno (82%), Obvaldo (79%) e Nidvaldo (78%). Anche i Grigioni (73%) si sono mostrati severi con il testo in votazione.

Più fiacca è stata la campagna di votazione relativa all'iniziativa popolare sul risparmio per l'alloggio, una normativa che voleva agevolare l'accesso alla casa di proprietà attraverso deduzioni fiscali: la proposta di modifica costituzionale è stata bocciata dal 56% dei votanti. Quattro i cantoni che sono risultati controcorrente: Vallese (51%), Basilea Campagna (53%), Ginevra (53%) e soprattutto il Ticino (63%), che conferma il suo attaccamento particolare al tema dell'abitazione propria.

Il popolo ha infine accolto a larghissima maggioranza (87% di sì) il decreto federale concernente il disciplinamento dei giochi in denaro a favore dell'utilità pubblica. In Ticino il sì ha raggiunto l'88%, nei Grigioni l'85%.

La partecipazione al voto è stata intorno al 45% per tutti e cinque gli oggetti.

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