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Votazioni 11 marzo: sondaggio SSR, iniziative perdono slancio

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 febbraio 2012 - 17:19
(Keystone-ATS)

L'iniziativa popolare che chiede di limitare la costruzione di abitazioni secondarie continua ad avere il sostegno della popolazione, ma i consensi sono in diminuzione. Lo indica il secondo sondaggio realizzato in vista delle votazioni dell'11 marzo dall'Istituto demoscopico gfs.berna su mandato della SSR.

Riguardo agli altri temi, il "sì" prevale al momento per l'iniziativa sul risparmio per l'alloggio e per il decreto federale sui giochi in denaro. Vengono invece bocciate l'iniziativa sulle vacanze e il prezzo fisso dei libri.

Il sondaggio, pubblicato oggi, si è svolto fra il 17 e il 25 febbraio e ha coinvolto 1411 persone aventi diritto di voto nelle tre principali regioni linguistiche. Il margine di errore è di 2,7 punti percentuali.

Abitazioni secondarie

Entrando nei dettagli, l'iniziativa "Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!" raccoglie il 52% dei consensi. Il 37% degli interrogati è contrario mentre l'11% è ancora indeciso. Rispetto al primo sondaggio pubblicato un mese fa il numero dei favorevoli è notevolmente calato (erano al 61%), in forte progressione invece il numero dei contrari (erano al 27%).

Se un mese fa la maggioranza dell'elettorato di tutti i principali partiti sosteneva l'iniziativa, oggi la situazione è cambiata: solo chi ha simpatie per la sinistra è ancora favorevole; i sostenitori dei partiti borghesi sono invece tutti passati nel campo dei contrari. Quanto all'esito della votazione, gfs.berna non si sbilancia lasciando tutte le opzioni aperte.

Il più convinto fautore del testo che vuole limitare la quota di case di vacanza al massimo al 20% per ogni comune è l'elettorato rosso e verde (rispettivamente 68% e 88% di "sì"). Sono invece contrarie le persone vicine al PPD (47% di "no", un mese fa erano il 25%), al PLR (52% di "no" contro il 45% a fine gennaio) e all'UDC (50% di "no", un mese fa erano il 39%).

I favorevoli all'iniziativa lo sono soprattutto poiché temono la distruzione del paesaggio, la difficoltà per la popolazione residente nelle località turistiche a trovare un alloggio a prezzi ragionevoli, nonché a causa della problematica dei "letti freddi". I contrari temono invece le ripercussioni nel settore turistico e non vogliono un limite uniforme in tutta la Svizzera che non tiene conto delle specificità delle diverse regioni del paese.

Risparmio-alloggio

Anche l'iniziativa sul risparmio per l'alloggio è in perdita di velocità: se un mese fa era sostenuta ancora dal 55% delle persone intervistate, oggi questa percentuale si riduce al 49%. I contrari sono passati dal 22% al 35%. Gli indecisi sono il 16%.

Questo testo - che autorizza i cantoni ad operare deduzioni fiscali fino a 15'000 franchi l'anno per contribuente (il doppio per una coppia) per un periodo di dieci anni in vista dell'acquisto della prima casa - in gennaio era sostenuto dai simpatizzanti di tutte le principali formazioni politiche.

Oggi le cose stanno però cambiando: i contrari sono ad esempio saliti dal 14% al 35% tra i Verdi, dal 22% al 46% tra i socialisti, dal 21% al 31% tra i democristiani e dal 23% al 34% tra i democentristi. Solo tra i liberali-radicali i "no" sono in calo (dal 30% al 22%). Data quest'evoluzione, i ricercatori di gfs.berna ritengono che l'iniziativa sarà respinta.

Sei settimane di vacanza

L'iniziativa del sindacato Travail.Suisse che chiede l'introduzione generalizzata di sei settimane di vacanza per tutti i lavoratori sarà con ogni probabilità sonoramente bocciata: i contrari al testo sono infatti in continua ascesa e raggiungono ora il 63% degli interrogati (fine gennaio: 55%). Continuano a calare i favorevoli che ora sono il 33% (39% un mese fa). Pochi gli indecisi: il 4% degli intervistati.

Qui la spaccatura destra-sinistra è evidente: se il 66% dell'elettorato verde e il 50% di quello socialista è favorevole all'estensione del numero di settimane di vacanza, la base del PPD, del PLR e dell'UDC è nettamente contraria (i "sì" raggiungono rispettivamente solo il 26%, 16% e 21%).

Tra le diverse regioni, è la Svizzera italiana ad essere la più aperta nei confronti dell'iniziativa (46% di favorevoli), ma i contrari sono comunque più numerosi (51%). Più scettici svizzeri tedeschi e romandi: 67% di "no" e 31% di "sì" per i primi, 53% di "no" e di 41% "sì" per i secondi.

Giochi in denaro

Ad approvare il decreto federale concernente il disciplinamento dei giochi in denaro a favore dell'utilità pubblica, nato come controprogetto all'iniziativa "Per giochi in denaro al servizio del bene comune" nel frattempo ritirata, sono il 65% degli intervistati (fine gennaio: 55%). I contrari ammontano al 16% (21%) mentre gli indecisi al 19% (24%).

I più convinti sostenitori di questo oggetto si trovano in Romandia (i "sì" raggiungono il 75%), forse perché l'iniziativa che ha dato origine al decreto federale era stata lanciata dalla Loterie Romande. Anche nelle altre regioni i favorevoli sono comunque numerosi: il 66% nella Svizzera italiana e il 62% in quella tedesca.

Prezzo dei libri

I risultati del sondaggio concernente il referendum contro la nuova legge federale che introduce il prezzo fisso dei libri in un mese si sono ribaltati: se a fine gennaio i favorevoli erano il 48% e i contrari il 39%, oggi i fautori sono scesi al 40% mentre gli oppositori sono cresciuti fino a raggiungere quota 47%. Gli indecisi sono sempre il 13% degli interrogati.

I "sì" prevalgono tra i sostenitori dei partiti di centro-sinistra: i più entusiasti sono i Verdi (64%), seguiti da socialisti (56%) e democristiani (48%). I liberali-radicali e i democentristi, che un mese fa erano ancora favorevoli alla legge, oggi sono in maggioranza contrari (con percentuali rispettivamente del 52% e del 60%).

In Svizzera tedesca, dove il prezzo unico dei libri è rimasto in vigore fino al 2007, i "no" sono passati in testa e superano ormai abbondantemente i "sì" (53%-37%). In Romandia, dove il prezzo è libero dagli anni Novanta, i fautori sono invece nettamente più numerosi (50%-28%). Nella Svizzera italiana, dove non c'è mai stato un prezzo fisso, i favorevoli sono il 48%, i contrari il 32%.

Secondo l'istituto gfs.berna, l'11 marzo la legge sarà bocciata di misura.

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